Aurora Livoli, Velazco confessa l’omicidio e gli abusi. I dettagli dell’interrogatorio
Interrogato a San Vittore, il 57enne Emilio Gabriel Valdez Velazco riconosce le proprie responsabilità nella morte della 19enne. Racconta di…
Interrogato a San Vittore, il 57enne Emilio Gabriel Valdez Velazco riconosce le proprie responsabilità nella morte della 19enne. Racconta di aver vegliato il corpo
La confessione nel carcere di San Vittore
La verità, almeno quella giudiziaria, è arrivata dentro una stanza del carcere di San Vittore. Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, fermato per la morte di Aurora Livoli, ha ammesso di aver ucciso la ragazza e di averla abusata. Lo ha fatto davanti ai magistrati milanesi nella mattinata di giovedì 8 gennaio, nel corso di un interrogatorio che segna una svolta drammatica in una vicenda già segnata dalla violenza. A riferirlo è stato il suo difensore, l’avvocato Massimiliano Migliara, precisando che le dichiarazioni sono state rese “in un quadro meramente indiziario”, formula tecnica che non ne attenua la gravità ma ne colloca il peso all’interno dell’iter investigativo ancora in corso.
“Pensavo fosse solo addormentata”
Nel racconto fornito agli inquirenti, Valdez Velazco ha sostenuto di non essersi reso conto di aver causato la morte della 19enne. Avrebbe compreso la portata di quanto accaduto solo il giorno successivo, dopo aver visto le notizie in televisione: l’uomo ha dichiarato di aver vegliato il corpo di Aurora, convinto che fosse semplicemente assopita.
L’arresto dopo una rapina violenta
Valdez Velazco non era un volto ignoto alle forze dell’ordine. Il 30 dicembre era stato arrestato per una tentata rapina culminata in una brutale aggressione avvenuta due giorni prima, la sera del 28 dicembre, nei pressi della fermata della metropolitana di Cimiano. Un episodio che precede di poche ore l’omicidio di Aurora.
Gli investigatori sono risaliti a lui grazie alle immagini di una telecamera di videosorveglianza: i filmati lo mostrano insieme alla giovane in via Paruta intorno alle 23.30 del 28 dicembre. Poi l’uomo esce dal condominio da solo e vi rientra verso le tre del mattino. Un dettaglio temporale che ha avuto un peso determinante nella ricostruzione degli ultimi movimenti della vittima.
Un passato segnato da accuse di violenza sessuale
Il nome di Valdez Velazco era già comparso in precedenti inchieste per reati sessuali. Nel giugno 2025 una ragazza di 19 anni lo aveva denunciato, raccontando di essere stata portata con la forza in un appartamento a Cologno Monzese dopo aver bevuto e di aver subito uno stupro. La Procura di Monza aveva chiesto il rinvio a giudizio per violenza sessuale aggravata.
Non era la prima volta: nel 2019 l’uomo era stato condannato per fatti analoghi, pena già scontata. Secondo quanto trapelato, quella condanna non sarebbe risultata correttamente nel casellario giudiziario per un errore di aggiornamento. Un dettaglio burocratico che oggi assume il peso di una domanda bruciante sul funzionamento dei sistemi di controllo e prevenzione.
@IPA