Gualdi Novella 2000 n. 14 2021

Belle da Vicino con Alessandro Gualdi: come eliminare le maniglie dell’amore

Tutti i sistemi per prevenire o eliminare le maniglie dell'amore. Non basta la genetica, ma serve un aiuto: il punto di Alessandro Gualdi.

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Aprile, maggio, giugno. Tre mesi e tocca metterci in costume. Pandemia e restrizioni permettendo, ovvio, ma siamo ottimisti. Le donne, in genere più attente al loro aspetto, sono già all’erta e osservano con severa intransigenza i segni lasciati sul corpo da mesi di lockdown, cibo non smaltito, e qualche bicchiere di troppo per ammazzare tempo e frustrazione di essere rimasti chiusi in casa. E gli uomini? Anche!

Dal piccolo osservatorio sociale che è il mio studio, posso testimoniare che sono sempre più i maschietti che arrivano per dare una sistemata al loro corpo. Almeno in questo settore, la tendenza è verso la parità di genere. E le cosiddette maniglie dell’amore sono in cima alle loro preoccupazioni estetiche.

La genetica non perdona

È genetica: le donne accumulano grasso maggiormente su cosce e culotte de cheval (il francese aiuta a dare quel tocco di eleganza alla ciccetta), gli uomini su pancia e fianchi. È grasso resistente che si accumula lentamente negli anni. Ma una volta che si è stabilito resiste anche al calo ponderale, alla dieta, all’attività fisica.

Il problema è che è poco vascolarizzato, e dunque non riceve le indicazioni ormonali che regolano l’accumulo o la dismissione del grasso.

Anche in caso di richiesta extra di energia dal corpo (per esempio durante una dieta ipocalorica o attività sportiva regolare), il grasso resistente sui fianchi (per le donne sulle cosce) viene intaccato con molta fatica e in parte minima.

Che fare?

Due le soluzioni: una chirurgica, la liposuzione, e una medica, la criolipolisi. Sono entrambi efficaci e sicure. La scelta, come sempre, deve essere effettuata dal paziente e dal medico, valutando caso per caso.

La liposuzione è a tutti gli effetti un’operazione chirurgica. Con cannule si aspira il grasso in eccesso, riuscendo a modellare con precisione il fianco. Il vantaggio è la grande predittività del risultato, perché il chirurgo scolpisce dall’interno il corpo. Lo svantaggio è dato dai lunghi tempi di recupero post operatorio, e dalle cicatrici lasciate delle cannule, per quanto piccole.

Perché si ritorni alla piena normalità e si possa stare senza bendaggi né guaine protettive, occorrono fino a tre mesi di tempo (ricordate? Aprile, maggio, giugno…).

La criolipolisi (noi usiamo Coolsculpting, il top nel settore) è più pratica, perché è un trattamento non invasivo che utilizza il freddo per innescare il naturale processo di lipolisi, cioè la morte e la successiva naturale eliminazione delle cellule di grasso.

In media, per ogni trattamento con Coolsculpting si ha una riduzione del 22% di grasso nella zona trattata. Se necessario si possono eseguire più trattamenti, anche ravvicinati, perché non ci sono controindicazioni. Ma parecchi pazienti sono già soddisfatti dopo la prima seduta.

Il corpo inizia subito a eliminare le cellule di grasso cristallizzate dal freddo, ma il risultato finale si vede dopo circa tre mesi. Di nuovo: a conti fatti, quale che sia il trattamento scelto, è ora il momento di agire per arrivare pronti al costume.

Il test del metabolismo

Liposuzione e criolipolisi sono la soluzione dopo che il danno è fatto. Ma come prevenire la formazione delle odiate maniglie?

Attività fisica e alimentazione sana sono l’accoppiata d’oro di ogni corpo in salute, ovviamente. E ora c’è un nuovo strumento che può aiutare a conoscere perfettamente il nostro corpo per creare una dieta che sia davvero personalizzata, e una routine sportiva ad hoc: il test genetico del metabolismo (Nutritest).

In studio si preleva un campione di DNA con un tampone orale indolore, e poi il laboratorio rivela con precisione cosa mangiare, cosa evitare e anche quale tipo di ginnastica è più efficace per ciascun individuo.

Le maniglie non si formano, e l’amore troverà muscoli dove aggrapparsi. Non sembra male, no?

a cura di Alessandro Gualdi

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