Gualdi Novella 2000 n. 4 2021

Belle da Vicino di Alessandro Gualdi: le star pentite del bisturi

Da Nicole Kidman a Meg Ryan, ecco chi ha ricorso troppo frettolosamente al chirurgo per mascherare le rughe, salvo poi pentirsi del risultato.

La soubrette con le labbra a canotto ha successo, e via tutte a farsi labbroni infiniti. Le minuscole telecamere dei cellulari rendono enormi i nasi che si vedono nei selfie? E via tutte a ridursi il naso per renderlo a prova di Instagram. Tornano di moda le formose? E via a pompare seni e glutei come se non ci fosse un domani…

Nel mio mestiere ogni giorno vedo le conseguenze delle mode sulle richieste delle pazienti. Potrei assecondare ogni richiesta, in fondo il corpo è il loro, e per me è tutto lavoro. Ma non è questo l’approccio che ho al mio mestiere. Una paziente che continua a piacersi negli anni è un successo. Un intervento che dopo poco genera malcontento invece è un problema, perché non sempre è facile tornare indietro. Le mode passano, i lifting restano.

Ubriache di botulino

Si legge spesso di personalità dello spettacolo pentite degli interventi di medicina e chirurgia estetica cui si sono sottoposte. Qualche anno fa, dopo l’ubriacatura di botox che aveva lisciato e bloccato le fronti di mezza Hollywood, schiere di attrici avevano fatto una pubblica marcia indietro.

Ricordo a memoria Nicole Kidman, che diceva di non riuscire più a recitare tanto era impassibile la sua faccia (ma va!?). Oppure Cameron Diaz, che si lanciava nell’elogio delle rughe dopo aver stravolto il viso con chissà quante punturine…

Prima, tutte a farsi il botox, poi tutte a pentirsi: mode, appunto. Basterebbe un po’ di criterio e misura, e si potrebbero avere i vantaggi delle punturine senza bloccare l’espressione.

Fortunatamente, basta sospendere le iniezioni, aspettare che la tossina botulinica si riassorba, e nel giro di qualche mese si torna al punto di partenza. Diverso il caso in cui il trattamento non è medico, ma chirurgico. Qui le cose si complicano.

Un lifting è per sempre

Inutile girarci intorno: è quasi impossibile tornare indietro dopo un lifting al volto. Quando si interviene in profondità, si scollano e riposizionano tessuti, si tira su quanto caduto giù, si tagliano gli eccessi di pelle… poi non si può rimettere tutto a posto come una stanza dove si sono spostati i mobili e si vuole tornare all’arredamento di prima.

Per questo, l’approccio che ho nel mio studio è sempre quello di intervenire per ringiovanire il volto, mai stravolgerlo. Dopo l’operazione la paziente ha sempre la sua faccia, ma con diversi anni in meno.

Il lavoro migliore non si vede

Questo può non soddisfare chi mira a un cambianento drastico, chi desidera un faccia che sia vistosamente artefatta. Però di certo non crea pentimenti.

Il miglior lavoro – per come la vedo io – è quello che dà un risultato naturale, che soddisfa nel tempo. Certo, si possono fare interventi “correttivi” di difetti: la palpebra che cade, il mento sfuggente… Ma sono migliorie della bellezza che già c’è, non stravolgimenti. Ed è molto raro pentirsi di essere diventati una versione migliore di sé, mentre è più pericoloso quando a fine lavori si fatica a riconoscersi allo specchio.

Retromarcia complicata per il seno

Complicata anche la “retromarcia” dopo una mastoplastica abbondante. Le protesi al seno, specie di volumi importanti, possono portare a modificazioni difficili da correggere. Per questo, se si vogliono togliere, è praticamente certo che si dovrà anche fare una mastopessi, e che potrebbero perciò rimanere cicatrici.

Più semplice il caso dei glutei, che sono muscoli e tessuti molto elastici, abituati a sollecitazioni continue. Quindi, sono in grado di adattarsi bene all’inserimento e all’estrazione di protesi.

Sgonfiare il canotto

La bocca, infine, è un altro elemento dove può capitare di esagerare e poi pentirsi.

Nel caso di labbra gonfiate con il silicone è possibile intervenire per eliminarlo (in parte, non del tutto). Ma il risultato potrebbe essere poco gradevole e gradito. Una bocca sottile e con diverse rughe, invecchiata di botto nel tempo dell’intervento…

Meglio la bellezza allo show

Dunque, che fare? Rinunciare al sogno di migliorare il proprio aspetto, per non correre il rischio di pentirsi? No. Per spiegare la filosofia di intervento del mio studio, uso sempre un paragone.

Pensate all’intervento estetico come all’acquisto di un paio di scarpe nuove. Si possono scegliere sandaletti dal tacco esagerato, che rendono chiunque le indossi la reginetta della festa, ma che sono insopportabili, scomode e non si vede l’ora di toglierle. Oppure si può prendere un paio di scarpe meno estreme, che slanciano la figura senza distruggere il piede. Magari sono meno esagerate, ma sono comode e fanno sentire bene e bella chi le indossa. Gli altri non noteranno le scarpe, ma saranno colpiti dal vostro benessere.

Ecco: l’intervento giusto, quello di cui non ci si pente, è come quelle scarpe.

a cura di Alessandro Gualdi

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