Body shaming, parte la campagna di sensibilizzazione firmata dall’onorevole Semenzato: “È la prima forma di violenza”
“La vergogna è negli occhi di chi offende” è lo slogan della prima campagna nazionale di sensibilizzazione contro il bodyshaming.
“La vergogna è negli occhi di chi offende” è lo slogan della prima campagna nazionale di sensibilizzazione contro il body shaming, promossa dall’onorevole Martina Semenzato, prima firmataria della legge del 3 Ottobre 2025 n. 150 che ha istituito nel 16 di maggio di ogni anno la Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone. Un passo importantissimo che mira a combattere ogni giorno, attraverso l’informazione e la cultura del rispetto, tutti gli atteggiamenti giudicanti sul corpo di chiunque.
Body shaming, l’onorevole Semenzato firmataria della prima legge per combatterlo
L’onorevole Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, è la prima firmataria della legge che ha portato alla nascita della Giornata Nazionale contro il body shaming. Nel prossimo numero di Novella 2000, in edicola dal 20 maggio 2026, racconterà in una lunga intervista come è nato questo progetto con ha come obiettivi:
Sensibilizzare e responsabilizzare sul fenomeno, diventato una vera stortura sociale; promuovere, soprattutto fra i giovani, una cultura del rispetto, per far comprendere la gravità dei comportamenti denigratori, mostrando le gravi conseguenze, fisiche, emotive, relazionali e sociali che possono causare; aumentare la consapevolezza anche degli adulti; far impegnare istituzioni nazionali e locali, scuola primaria, scuola secondaria di primo e secondo grado, organizzazioni della società civile ed enti del Terzo settore.
«Penso sia fondamentale l’educazione al rispetto, in famiglia, nella scuola, nella società civile e poi nella politica. Parlo sempre di fatto di corresponsabilità in tutti questi settori, perché senza questa filiera, dove ognuno deve fare la sua parte, difficilmente raggiungiamo l’obiettivo», continua Semenzato, parlando dell’importanza che la società tutta si interfacci e collabori per combattere tutte le forme di denigrazione dell’aspetto fisico delle persone. «La filiera deve funzionare tutta, perché non può esserci un anello mancante».
«Sono stati coinvolti 8mila comuni in Italia e più di 12mila scuole e, il 14 maggio (giornata dedicata alla presentazione del progetto, ndr) saranno collegati migliaia di ragazzi, oltre i 200 in presenza, perché trai i giovani c’è una grandissima fame di capire, di sapere e anche di contribuire», sottolinea con forza l’onorevole spiegando la grande adesione riscontrata.
«Secondo me vanno raccontate anche le tante esperienze positive dei ragazzi che si comportano bene, che sono esempi di inclusione – continua -. Ho visto tantissime reattività: quando ho fatto il primo intervento nelle scuole ho conosciuto tantissimi giovani e visto quanta fiducia hanno nel futuro. Ho visto aiuto, partecipazione, desiderio di raccontare la propria esperienza, da quella sportiva a quella sociale e quindi ho detto “bene, la strada è quella giusta”».

I numeri della Campagna nazionale contro il body shaming
La Campagna nazionale si articolerà in 25 tappe, toccherà l’intera penisola anche quella insulare. 16 le Regioni coinvolte dal Nord, al Centro e Sud Italia: Calabria, Sicilia, Lazio, Campania, Veneto, Liguria, Lombardia, Abruzzo, Basilicata, Puglia, Toscana, Molise, Trentino Alto Adige, Marche, Umbria, Piemonte. 25 le città tra capoluoghi di Regione e Provincia tra cui: Catanzaro, Palermo, Roma, Napoli, Padova, Genova, Milano, Pescara, Potenza, Bari, Pisa, Campobasso, Trento, Macerata, Terni, Torino.
Semenzato ha inviato lettere a 7.895 sindaci per invitare a illuminare di fucsia (colore scelto per rappresentare l’ottimismo e l’accettazione di sé) un edificio o un monumento, promuovere attività presso spazi pubblici, diffondere materiale informativo.
11.226 i dirigenti scolastici invitati a organizzare laboratori su rispetto e autostima, incontri con esperti, psicologi e testimoni, far realizzare elaborati artistici grafici o multimediali sul body shaming, utilizzare il colore fucsia per partecipare alla Giornata del 16 maggio.
La campagna affronta il tema attraverso una foto imperfetta, volutamente distorta, un atto di ribellione e di sfida, che esce fuori dai canoni della bellezza tradizionale e stereotipata, spesso socialmente costruita e imposta per sottolineare con forza che “non si prende in giro, non si perseguita, non si emargina nessuno per il suo aspetto fisico”.