Serve esperienza reale, non scorciatoie

I titolari del Centro Medico Forma Sana: «Sceglier la professionalità è sempre la  miglior soluzione»

Il settore della medicina estetica attraversa una fase di espansione senza precedenti a livello globale, con l’Italia che registra un interesse crescente verso questi trattamenti. I dati di Global Market Insights evidenziano come il valore mondiale del comparto abbia oltrepassato i 23 miliardi di dollari nel 2025, con proiezioni che indicano un possibile raggiungimento degli 80 miliardi entro il 2035, trainato da un incremento annuale che supera il 13 per cento. Questi numeri fotografano un fenomeno consolidato, alimentato dal progresso tecnologico e dalla diffusione di metodiche meno invasive.

 L’espansione della richiesta genera però nuove problematiche che preoccupano gli esperti del settore. Emerge una questione che i professionisti ritengono fondamentale: garantire sicurezza e durata dei risultati ottenuti. Il problema non riguarda esclusivamente l’efficacia delle metodiche disponibili, ma il modo in cui sono applicate.

 La dott.ssa Alessandra Patti, medico estetico e direttore sanitario del Centro Medico Forma Sana, insieme al dott. Pietro Carlomagno, medico estetico e co-founder della struttura, identifica uno degli sbagli più ricorrenti: «Vediamo persone che si presentano dopo aver ricevuto trattamenti senza una vera analisi medica preliminare e senza un piano di mantenimento. Quando sussistono le condizioni appropriate, la medicina estetica può costituire uno strumento valido di miglioramento, ma senza una guida esperta e senza modificare certe abitudini quotidiane, i vantaggi rischiano di essere limitati e puramente temporanei».

 Negli anni recenti si è registrata una crescente preferenza verso le procedure non chirurgiche rispetto agli interventi tradizionali. La possibilità di abbreviare i periodi di convalescenza e limitare l’interferenza con gli impegni lavorativi e sociali ha reso questi trattamenti medici più adatti ai ritmi moderni. Questa evoluzione ha però contribuito a diffondere la convinzione che la medicina estetica sia semplice e standardizzabile, mentre in realtà necessita di competenze mediche precise, conoscenza anatomica approfondita e capacità di valutare correttamente le situazioni individuali.

 «Molti nostri pazienti sono professionisti con agende impegnative, che ricercano soluzioni compatibili con i loro ritmi». osserva la dott.ssa Patti. «Proprio per questo è essenziale che il percorso sia strutturato da un medico esperto, capace di definire obiettivi realistici e mantenibili nel tempo».

 L’orientamento che si sta consolidando nelle strutture più organizzate è quello integrato, dove la medicina estetica non viene più vista come un intervento isolato, ma come componente di un progetto completo che considera le condizioni generali del paziente, lo stile di vita e le necessità a medio e lungo termine. La valutazione medica iniziale assume così un ruolo cruciale.

 La fase di consulto non ha quindi solo una funzione di orientamento nella selezione del professionista e del percorso terapeutico più appropriato, ma riveste anche un ruolo determinante nel preservare il profilo di sicurezza dei trattamenti medici. Le procedure non invasive presentano infatti un ottimo livello di sicurezza solo quando sono realizzate da operatori competenti e qualificati.

 Il dott. Carlomagno evidenzia come la vera differenza non risieda solo nell’evoluzione tecnologica, ma nel modo in cui questa è impiegata: «Gli strumenti sono sempre più sofisticati, ma senza un’impostazione clinica corretta e senza un controllo nel tempo si rischia di ottenere solo un miglioramento superficiale. Il cambiamento più significativo si raggiunge quando il trattamento è inserito in un percorso coerente e personalizzato, guidato da un medico che conosce il paziente e ne segue l’evoluzione».

 Ulteriore elemento che genera preoccupazione tra gli esperti: le aspettative dei pazienti. La crescente visibilità mediatica della medicina estetica ha contribuito a creare l’idea che sia possibile ottenere trasformazioni rapide e definitive in tempi molto ridotti. Una narrazione che non considera i tempi necessari all’organismo.

 «Non è possibile pensare di modificare in modo duraturo il proprio aspetto in pochi giorni» afferma la dott.ssa Patti. «L’organismo necessita di tempo per adattarsi ai cambiamenti. Per questo è importante programmare i trattamenti in anticipo e inserirli in un percorso che consideri anche stile di vita e condizioni generali di salute».

 La sfida per il futuro della medicina estetica italiana non sarà solamente rispondere a una domanda in crescita, ma orientarla verso scelte più consapevoli. La selezione del professionista e la qualità del progetto terapeutico diventeranno sempre più determinanti.

 In questa direzione si colloca l’esperienza del Centro Medico Forma Sana, che dichiara oltre 11.500 pazienti soddisfatti grazie a un’impostazione che privilegia la competenza medica, la sicurezza e la costruzione di percorsi individuali personalizzati.

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Cover Novella 2000 11 febbraio 2026