Unicredit è per capitalizzazione la seconda banca italiana dopo Intesa Sanpaolo. Mentre è la prima per ramificazione ed espansione internazionale. Un colosso non facile da gestire. Anche stando al 31esimo piano dell’avvenieristica torre di piazza Gae Aulenti. Un posto da power broker (o banker in questo caso) che fa gola a tanti. E che obbliga il per ora solido Federico Ghizzoni a guardarsi le spalle e a guadagnarsi giorno dopo giorno la pagnotta. Da mesi si inseguono voci di un suo ricambio. Ma per ora, grazie anche alle sapienti doti di mediatore di Maurizio Beretta, responsabile della comunicazione dell’istituto di credito, e presidente della Lega Calcio serie A, Ghizzoni è rimasto al suo posto. Ora però, complice il non semplice aumento di capitale (1,75 miliardi), con vista Borsa, che vede impegnata la Banca Popolare di Vicenza  – finita domenica nel mirino dei segugi di Report della Gabanelli visto da 2 milioni e mezzo di italiani, per uno share del 10,7% -, Unicredit ha la spada di Damocle sulla testa, visto che garantisce la stessa operazione di rafforzamento patrimoniale della banca berici. E il suo ruolo quindi torna nel mirino. Al punto che secondo rumors che circolano insistentemente tra le tre torri di Gae Aulenti sarebbe già in pista un head hunter. Cacciatore di teste che dovrà identificare un profilo degno di tal nome. Mentre Ghizzoni, concluso l’impegno sull’operazione con la Popolare Vicenza, dovrebbe uscire di scena.

(Watchdog)