Il Ministero dell’Istruzione interviene con un provvedimento disciplinare dopo l’ispezione dell’Istituto Pacinotti di Fondi

Un provvedimento che arriva come un macigno sulla gestione scolastica dell’Istituto Pacinotti di Fondi. La dirigente Gina Antonetti è stata sospesa per tre giorni a seguito dell’ispezione disposta dal Ministero dell’Istruzione. Al centro del caso, la tragica fine di Paolo Mendico, il ragazzo di 14 anni che si è tolto la vita, nella sua camera, lo scorso 11 settembre. La famiglia non ha mai smesso di puntare il dito contro l’istituto, colpevole – secondo i legali – di aver ignorato le grida d’aiuto e le segnalazioni su ciò che accadeva tra quei banchi.

Tutta la sua solitudine nei diari di Paolo: “Parlava di sé in terza persona”

Le pagine scritte da Paolo prima di compiere il gesto estremo sono ora nelle mani della psicologa grafologa Marisa Aloia. Ciò che emerge è un quadro di solitudine profonda e alienazione. Paolo scriveva di sé usando la terza persona, un segnale che gli esperti interpretano come un tentativo di distanziarsi da un dolore insopportabile. In uno dei passaggi più amari, il ragazzo denunciava un’ingiustizia sociale: la sua bocciatura in matematica contrapposta alla promozione di un compagno (indicato come il suo bullo) che aveva potuto frequentare un doposcuola privato che Paolo per motivi economici non poteva permettersi.

Quel misterioso appuntamento alla Xbox poco prima del gesto

C’è un dettaglio che continua a tormentare chi amava Paolo e che rende il caso ancora più complesso. Il giorno prima del suicidio, il giovane aveva fissato un appuntamento online per giocare con un amico la sera successiva. È il gesto di chi pianifica il futuro, non di chi sta per arrendersi. Questo elemento solleva interrogativi pesantissimi su cosa possa essere accaduto in quelle ultime ore e sulla pressione psicologica esercitata dall’ambiente scolastico proprio alla vigilia del rientro in classe.

Le critiche della Cgil: “Cercano solo un colpevole”

Nonostante la gravità della situazione, il provvedimento contro la preside ha scatenato la reazione della Cgil. Roberta Fanfarillo, responsabile dei dirigenti scolastici per la Flc Cgil, ha criticato duramente il Ministero, accusandolo di aver voluto “trovare un colpevole a tutti i costi” per dare un segnale politico, senza attendere la chiusura delle indagini penali che devono ancora accertare le reali responsabilità individuali. Una polemica che però non cancella il dato di fatto: una giovane vita spezzata in un luogo che avrebbe dovuto essere un porto sicuro.

Seguite Novella 2000 anche su: FacebookInstagram e X