Champions League Basket, la farsa della partita del Trapani: resta con un solo giocatore e abbandona il campo dopo 7 minuti
Cronaca di una fine annunciata tra fughe dal campo, polemiche velenose contro la FIP e l’ombra del fallimento definitivo Il…
Cronaca di una fine annunciata tra fughe dal campo, polemiche velenose contro la FIP e l’ombra del fallimento definitivo
Il basket italiano vive una delle sue pagine più buie e surreali proprio sul palcoscenico internazionale della Champions League, dove il Trapani Shark ha toccato il fondo. La trasferta di Samakov, in Bulgaria, si è trasformata in una farsa sportiva senza precedenti durante la sfida di play-off contro i rivali dell’Hapoel Holon. Dopo aver già rinunciato alla partita di campionato contro la Virtus Bologna, la società siciliana si è presentata sul parquet con appena cinque atleti contati per onorare formalmente l’impegno. La resistenza dei granata è durata soltanto sette minuti effettivi, un lasso di tempo sufficiente a trasformare una competizione sportiva in una messinscena umiliante per il prestigio del club.
L’abbandono del campo
Il copione del match è apparso immediatamente grottesco poiché i giocatori di maggiore esperienza hanno abbandonato il rettangolo di gioco dopo pochissime azioni iniziali. Alessandro Cappelletti e Riccardo Rossato sono usciti quasi subito, lasciando i compagni in una condizione di inferiorità numerica che ha reso il punteggio rapidamente imbarazzante. Sul parziale di 38-5 per gli israeliani, i giovani Patti e Martinelli si sono ritrovati a giocare un incredibile due contro cinque che offendeva ogni logica agonistica. La fine è giunta quando anche Patti ha commesso il suo quinto fallo intenzionale, lasciando il solo Martinelli sul parquet e costringendo gli arbitri a dichiarare la fine.
Il crollo, cosa c’è dietro?
Dietro questo crollo verticale si nasconde una crisi economica devastante che ha letteralmente svuotato l’organico a disposizione della guida tecnica nelle ultime complicate settimane. Il presidente Valerio Antonini ha rotto il silenzio attraverso i social network, lanciando accuse pesantissime verso i vertici della Federazione Italiana Pallacanestro e della Lega. Il patron ha spiegato che la presenza in Bulgaria serviva esclusivamente ad evitare una sanzione economica da 600.000 euro minacciata dalla FIBA in caso di forfait. Antonini sostiene che il blocco dei tesseramenti e l’impossibilità di registrare nuovi atleti abbiano condotto deliberatamente la società verso questo abisso prestazionale e d’immagine.
L’avventura del Trapani Shark sembra ormai giunta ai titoli di coda, con il ritiro dal campionato che appare come l’unica conseguenza inevitabile di questa gestione. La squadra non scenderà in campo nel prossimo turno contro Trento, segnando la fine di un progetto che era iniziato con ambizioni altissime e investimenti importanti. Le parole amare del presidente confermano un isolamento totale del club, che si sente boicottato non solo dalle istituzioni ma anche da una parte della tifoseria. Resta il dolore per una piazza storica che vede svanire il proprio sogno sportivo nel modo più tragico e meno dignitoso possibile per degli atleti professionisti.