Dalle acque del Garda all’argento olimpico, ecco chi è il talento bresciano che sta riscrivendo la storia dello sci azzurro

Il panorama dello sci alpino internazionale ha trovato un nuovo protagonista assoluto che parla bresciano e corre più veloce del vento sulle piste ghiacciate. Giovanni Franzoni incarna una storia fatta di resistenza, legami indissolubili e una determinazione che affonda le radici lontano dalle vette. La sua recente scalata culminata con lo storico argento olimpico in discesa libera racconta di un atleta metodico capace di trasformare ogni ostacolo in una spinta verso il traguardo.

Franzoni: dal lago alle nevi

La sua avventura inizia curiosamente lontano dai ghiacciai perenni, precisamente a Manerba del Garda, dove il clima mite non sembrerebbe favorire la nascita di uno sciatore. Eppure, proprio sulle sponde del lago, Giovanni ha forgiato il suo carattere insieme al fratello gemello Alessandro con cui ha condiviso i primi passi sugli sci. Sebbene Alessandro abbia poi scelto percorsi differenti, quella competizione fraterna nata durante l’infanzia ha acceso la scintilla del talento agonistico che oggi ammiriamo durante le dirette televisive mondiali.

Il legame con Matteo Franzoso

Il percorso verso l’Olimpo non è stato privo di ombre e momenti di profonda riflessione legati soprattutto alla sfera degli affetti più cari. Il legame con Matteo Franzoso, suo compagno di squadra tragicamente scomparso, resta il motore emotivo che spinge Giovanni a superare i propri limiti in ogni singola manche. “Matteo era per me un fratello di pista e il suo ricordo vive in ogni mia curva,” ha dichiarato l’atleta ricordando l’amico che lo accompagna idealmente lungo ogni discesa.

Dietro i successi in Coppa Europa e la consacrazione tra i grandi, si nasconde un uomo d’acciaio che ha saputo sconfiggere la sfortuna dopo il brutto infortunio di Wengen. Quella lesione ai tendini della coscia avrebbe potuto spezzare i sogni di chiunque, ma il portacolori delle Fiamme Gialle ha lavorato in silenzio per tornare più forte. “I momenti difficili servono a capire quanto davvero desideri raggiungere la vetta,” ha confidato Giovanni sottolineando l’importanza del supporto ricevuto dal suo gruppo sportivo.

Franzoni oggi è considerato il “predestinato” della polivalenza grazie alla sua rara capacità di eccellere sia nel Gigante che nelle discipline più veloci e adrenaliniche. Quando sveste la tuta da gara, il campione torna a essere un ambasciatore del suo territorio pedalando in mountain bike tra le colline bresciane. Questo profilo riservato, lontano dal clamore mediatico, lo rende un esempio perfetto di come la serietà e il metodo possano portare un ragazzo del lago a dominare le nevi più difficili del mondo.

Dario Lessa

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