Nel mirino della Procura di Roma i rapporti economici tra Cinecittà, The Apartment e Fremantle. Tra le opere citate anche M. Il figlio del secolo, Queer e Finalmente l’alba.

Guardia di finanza negli studi di Cinecittà

Cinecittà torna al centro della cronaca giudiziaria e, inevitabilmente, del dibattito nel mondo del cinema italiano. Nella giornata di ieri la Guardia di Finanza ha effettuato acquisizioni documentali negli storici studi romani nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma che punta a fare luce sui rapporti economici tra alcune delle principali società coinvolte nella produzione di film e serie degli ultimi anni.

Secondo quanto emerge dagli atti investigativi, i finanzieri hanno acquisito documenti, fatture, scritture contabili e comunicazioni interne relative ai bilanci 2022 e 2023 della precedente gestione di Cinecittà. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire nel dettaglio i flussi finanziari e i contratti legati ad alcune produzioni audiovisive che hanno beneficiato dei meccanismi di finanziamento pubblico e dei tax credit destinati al settore.

Le società coinvolte

Al centro delle verifiche figurano in particolare i rapporti tra Cinecittà S.p.A., la società di produzione The Apartment Srl e la sua controllante Fremantle Italy Group. Le indagini mirano a chiarire la struttura degli accordi economici e la distribuzione dei proventi legati alle opere prodotte negli studios romani negli anni sotto esame.

Tra i documenti acquisiti dagli investigatori ci sarebbero anche email interne tra dirigenti e uffici amministrativi delle società coinvolte, oltre a libri contabili e note di credito che potrebbero contribuire a ricostruire eventuali compensazioni o riduzioni dei crediti legati alle produzioni. 

L’indagine riguarderebbe la precedente gestione degli studi romani. L’ex amministratore delegato Nicola Maccanico, dimessosi nel 2024, risulta tra le figure finite sotto la lente degli investigatori in relazione all’ipotesi di false comunicazioni sociali.

LEGGI ANCHE: Stefano De Martino e il debutto a Sanremo 2027: le prime dichiarazioni

I titoli sotto osservazione

Nelle carte dell’inchiesta compaiono tre produzioni di grande visibilità internazionale, girate o sviluppate negli studi romani negli ultimi anni.

La prima è “M. Il figlio del secolo”, la serie diretta da Joe Wright e tratta dal romanzo di Antonio Scurati che racconta l’ascesa di Benito Mussolini, con Luca Marinelli nel ruolo del dittatore.

Poi c’è “Queer”, il film diretto da Luca Guadagnino tratto dall’opera di William S. Burroughs, interpretato tra gli altri da Daniel Craig e Drew Starkey, una produzione che ha attirato l’attenzione internazionale fin dalle prime fasi di sviluppo.

Infine “Finalmente l’alba”, il film di Saverio Costanzo ambientato nella Roma della Hollywood sul Tevere degli anni Cinquanta, anch’esso legato agli studios di Cinecittà.

Il nodo del tax credit

L’inchiesta si inserisce in un contesto più ampio che negli ultimi anni ha alimentato discussioni accese nel settore audiovisivo: quello dei tax credit per cinema e televisione, il sistema di incentivi pubblici che ha contribuito a rendere l’Italia uno dei poli produttivi più dinamici d’Europa.

Gli investigatori stanno cercando di verificare se i meccanismi di accesso ai finanziamenti e le rendicontazioni economiche delle produzioni siano stati applicati correttamente. Un tema delicato, che tocca un settore dove il rapporto tra investimenti pubblici, produzioni internazionali e industria nazionale è diventato sempre più centrale. 

Cinema, industria e trasparenza

Per il mondo del cinema si tratta di una vicenda che arriva in un momento di forte espansione dell’audiovisivo italiano. Negli ultimi anni Cinecittà è tornata a essere un hub produttivo di primo piano, ospitando grandi produzioni internazionali e serie di alto profilo.

L’indagine della Procura di Roma non mette in discussione il valore artistico delle opere coinvolte, ma punta a verificare la correttezza dei rapporti economici e amministrativi che hanno accompagnato la loro realizzazione.

Un capitolo giudiziario che potrebbe avere ricadute importanti sull’organizzazione dell’industria cinematografica italiana — e sul futuro di uno dei suoi simboli più riconosciuti nel mondo.

Seguite Novella 2000 anche su: FacebookInstagram e X.