“La cosa più grave…”, le parole di Matteo Salvini su Lorenzo Pezzotti
Continuano a far discutere le parole di Lorenzo Pezzotti su Matteo Salvini. Il politico ha risposto.
Matteo Salvini è tornato a parlare pubblicamente del caso che lo ha coinvolto dopo le dichiarazioni pronunciate da Lorenzo Pezzotti durante il Milano Pride.
Le parole di Matteo Salvini su Lorenzo Pezzotti
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha affrontato l’argomento dal palco del convegno NexUS – La Generazione Che Non Si Arrende, in corso a Milano Marittima, confermando l’intenzione di procedere per vie legali nei confronti del direttore artistico del Botox Matinée. Pur scegliendo un tono ironico, Salvini ha ribadito di non voler fare alcun passo indietro sulla querela, spiegando che il problema non riguarda soltanto le affermazioni fatte sul suo conto, ma anche il modo in cui sono state raccontate. “La cosa grave è che ha detto che lo facevamo nei bagni chimici, anche la forma è sostanza“, ha dichiarato sorridendo davanti alla platea, prima di citare il celebre motto latino est modus in rebus, per sottolineare come, a suo giudizio, anche la libertà di espressione debba avere dei limiti. Il ministro ha poi aggiunto che non conosce personalmente Pezzotti e che la decisione di querelarlo nasce dal principio secondo cui non si può attribuire a una persona qualsiasi fatto senza alcun fondamento.
Nel corso del suo intervento, Salvini ha spiegato che la querela verrà comunque presentata e ha precisato che l’eventuale risarcimento sarà destinato in beneficenza. “Questo signore non lo conoscevo, ma un minimo di querelina da devolvere in beneficenza ovviamente la facciamo, perché la libertà di espressione non è dire la prima cavolata che ti viene in mente sul prossimo. Quella non è libertà di espressione“, ha dichiarato. Le sue parole arrivano dopo le frasi pronunciate da Lorenzo Pezzotti dal carro del Milano Pride, dove aveva raccontato presunti episodi riguardanti Salvini, salvo poi fare marcia indietro nelle ore successive. Le dichiarazioni avevano rapidamente fatto il giro dei social, spingendo il leader della Lega ad annunciare pubblicamente l’intenzione di rivolgersi ai propri legali.
Le scuse di Lorenzo Pezzotti dopo le frasi pronunciate al Pride
Dopo la diffusione del video e l’annuncio della querela, Lorenzo Pezzotti ha pubblicato un messaggio di scuse, ammettendo che quanto raccontato non corrispondeva alla realtà. Il direttore artistico del Botox Matinée ha spiegato di non riuscire nemmeno lui a comprendere il motivo di quelle affermazioni, attribuendole a una combinazione di stanchezza, caldo e alcol. Secondo il suo racconto, avrebbe perso lucidità dopo aver trascorso l’intera giornata sotto il sole cocente del Pride milanese e dopo aver bevuto uno spritz. A difenderlo è intervenuta anche Bianca Calonghi, titolare del Botox Matinée, che pur prendendo le distanze dalle dichiarazioni del collaboratore ha descritto le difficili condizioni affrontate durante la manifestazione. “Abbiamo fatto un Pride sotto 40 gradi senza un filo d’ombra. Eravamo a digiuno dalla sera prima e svegli dalle 7.30 per preparare il carro. Se qualcuno ha bevuto alcol in quelle condizioni ha fatto bingo“, ha spiegato.
Il caso ha acceso un ampio dibattito sia sui limiti della satira sia sulla responsabilità delle dichiarazioni pronunciate durante eventi pubblici.
Nel frattempo, le parole inizialmente utilizzate da Pezzotti hanno suscitato critiche anche da parte di numerosi esponenti della comunità transgender, che hanno contestato il linguaggio impiegato e il modo in cui le persone trans sono state coinvolte nel racconto.
Ora la vicenda potrebbe spostarsi nelle aule di tribunale, qualora la querela annunciata da Matteo Salvini venga formalmente depositata.
Lo stesso ministro ha ribadito che non intende rinunciare all’azione legale, sottolineando come il diritto di esprimere opinioni non possa trasformarsi nella diffusione di accuse prive di riscontri. Resta da vedere se le scuse pubbliche di Lorenzo Pezzotti potranno avere un peso nell’eventuale sviluppo giudiziario della vicenda oppure se il procedimento seguirà il suo corso fino alla decisione del giudice.