Crans-Montana: il bilancio provvisorio conta 40 morti
Un petardo sul controsoffitto ha scatenato l’esplosione in Svizzera La notte che doveva celebrare l’arrivo del nuovo anno si è…
Un petardo sul controsoffitto ha scatenato l’esplosione in Svizzera
La notte che doveva celebrare l’arrivo del nuovo anno si è trasformata in un dramma indescrivibile tra le vette innevate della rinomata località di Crans-Montana. Il bar Constellation ospitava oltre cento persone quando un improvviso incendio ha divorato la struttura provocando una violenta esplosione che ha sconvolto l’intera vallata svizzera. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità elvetiche un petardo fuori controllo avrebbe innescato le fiamme dopo aver colpito il materiale infiammabile del controsoffitto del locale.
Bilancio in aggiornamento: quaranta vittime e cento feriti gravi
I sopravvissuti descrivono scene di puro terrore con la porta di uscita principale risultata troppo stretta per permettere la fuga rapida della folla disperata. Alcuni ragazzi hanno trovato la salvezza rompendo a mani nude le finestre del bar mentre il fumo denso rendeva l’aria totalmente irrespirabile in pochi istanti. Il bilancio attuale riporta circa quaranta vittime e cento feriti gravi rendendo quasi impossibile l’identificazione immediata dei corpi a causa delle devastanti ustioni riportate dai presenti.
Incidente di natura non dolosa
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani segue con estrema apprensione la situazione in Crans-Montana attraverso l’Unità di Crisi della Farnesina per individuare eventuali cittadini italiani coinvolti nella tragedia. Le autorità consolari collaborano strettamente con la polizia elvetica perché mancano all’appello diversi turisti che avevano scelto la stazione sciistica per festeggiare l’inizio dell’anno nuovo. L’ambasciatore ha confermato ufficialmente la natura non dolosa dell’incidente sottolineando come la Svizzera abbia prontamente dichiarato lo stato di emergenza nazionale per gestire il disastro.
Le squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie annerite del locale notturno mentre il governo federale coordina gli ospedali per accogliere i numerosi ustionati gravi. I testimoni oculari raccontano che la calca umana davanti all’unica uscita agibile ha impedito a molte persone di mettersi in salvo prima della successiva deflagrazione. Questa immane tragedia riapre violentemente il dibattito sulla sicurezza dei locali pubblici durante le festività e sull’utilizzo pericoloso dei fuochi d’artificio in spazi chiusi o affollati.