Un anonimo amico della coppia deposita la cauzione presso la Procura del Canton Vallese aprendo la strada alla scarcerazione immediata

Il complesso enigma giudiziario che avvolge il Constellation di Crans-Montana sembra essere giunto a un punto di svolta decisivo grazie all’intervento improvviso di un misterioso alleato. Nelle ultime ore, la difesa di Jacques Moretti ha presentato una formale istanza alla Procura del Canton Vallese comunicando la disponibilità di un privato a coprire l’intera somma della cauzione. Questo gesto di estrema generosità, che ammonta a ben 400mila euro, potrebbe restituire la libertà all’imprenditore e alla moglie Jessica nel giro di pochissimo tempo.

La notizia è emersa attraverso i documenti dell’inchiesta citati dall’agenzia Agi, i quali rivelano una strategia difensiva pronta a scardinare le attuali misure restrittive. L’avvocato di Moretti ha infatti inviato una missiva ufficiale alla Procuratrice Beatrice Pilloud, confermando che un caro amico di famiglia ha accettato di farsi carico dell’esborso finanziario richiesto. Se l’autorità giudiziaria accetterà il versamento, Jacques Moretti lascerà il carcere entro quarantotto ore, ponendo fine alla sua detenzione preventiva in attesa degli ulteriori sviluppi processuali.

Parallelamente, la decisione coinvolge in modo diretto anche Jessica Moretti, la quale attualmente sconta la propria misura cautelare sotto lo stretto controllo del braccialetto elettronico. La donna, soggetta anche all’obbligo di firma, vedrebbe decadere queste limitazioni non appena la somma sarà regolarmente depositata nelle casse dello Stato svizzero. La mossa del legale punta dunque a una normalizzazione della condizione dei suoi assistiti, cercando di allontanarli dalla pressione mediatica che ha caratterizzato le fasi iniziali di questa complessa indagine.

Chi è il benefattore?

L’identità del benefattore rimane avvolta in un fitto alone di segretezza per esplicita richiesta dei legali. Nella lettera inviata alla magistratura, l’avvocato sottolinea l’importanza di garantire il più rigoroso anonimato e adeguate misure di protezione per la persona che sta intervenendo. Il legale giustifica questa pretesa di riservatezza citando l’enorme esposizione mediatica del caso, che potrebbe esporre l’amico della coppia a conseguenze spiacevoli o a una morbosa curiosità pubblica.

Mentre la comunità di Crans-Montana osserva con attenzione l’evolversi della vicenda, la Procura dovrà ora valutare la congruità dell’offerta e procedere con le verifiche di rito. Resta da capire se questo improvviso sostegno finanziario influenzerà anche il merito dell’inchiesta o se rappresenterà solo un cambio tecnico delle misure cautelari.

Dario Lessa

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