Crans-Montana, verso l’autopsia su Giovanni Tamburi. Leonardo Bove lotta per la vita
Il conferimento dell’incarico è atteso venerdì. Si indaga sulle cause del decesso del 16enne bolognese, mentre restano drammatiche le condizioni…
Il conferimento dell’incarico è atteso venerdì. Si indaga sulle cause del decesso del 16enne bolognese, mentre restano drammatiche le condizioni dell’altro giovane coinvolto nel rogo
Il silenzio delle montagne svizzere, rotto solo dal rumore delle sirene nella notte di Capodanno, continua a pesare come un macigno. A Crans-Montana, nel cuore delle Alpi, il rogo che ha distrutto il locale “Le Constellation” ha lasciato dietro di sé una ferita che non si rimargina. Una vita spezzata, quella di Giovanni Tamburi, sedici anni, bolognese. E un’altra appesa a un filo sottilissimo: quella di Leonardo Bove, coetaneo, oggi ricoverato in condizioni disperate.
Venerdì l’incarico per l’autopsia
Secondo quanto trapela dagli ambienti giudiziari, venerdì potrebbe essere ufficialmente conferito l’incarico per l’autopsia sul corpo di Giovanni Tamburi. L’esame sarà affidato al medico legale Paolo Fais e avverrà su delega della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per ricostruire quanto accaduto all’interno del locale distrutto dalle fiamme. Non si tratta di un atto formale, ma del passaggio cruciale che può dare una direzione alle indagini: stabilire come e perché un ragazzo di sedici anni abbia perso la vita in una notte che doveva essere di festa.
Asfissia o ustioni: il nodo da sciogliere
L’obiettivo dell’autopsia è uno solo, ma decisivo: comprendere se Giovanni sia morto per asfissia, ipotesi che al momento appare la più probabile, oppure per le ustioni riportate durante l’incendio. Una distinzione tecnica solo in apparenza, perché da quella risposta possono dipendere le responsabilità penali. I funerali del giovane sono stati celebrati mercoledì scorso, ma la Procura ha successivamente disposto la riesumazione della salma per consentire gli accertamenti. Un gesto doloroso per la famiglia, ma ritenuto necessario per non lasciare zone d’ombra su una tragedia che chiede verità.
Perché l’incarico è slittato
Il ritardo nel conferimento dell’incarico non è legato a incertezze tecniche, ma a una questione procedurale. Se i gestori del locale “Le Constellation” dovessero essere formalmente indagati dalla Procura di Roma, avrebbero diritto a partecipare alle operazioni peritali nominando consulenti di parte. Garantire questo diritto è un passaggio fondamentale per evitare contestazioni future. A Bologna, dove il fascicolo è seguito dal pubblico ministero Roberto Ceroni, l’attenzione resta alta. Ogni dettaglio, ogni minuto di quella notte, ogni condizione di sicurezza del locale potrebbe diventare determinante.
Leonardo Bove, condizioni drammatiche
Mentre la magistratura si muove, la medicina combatte una battaglia altrettanto difficile. Leonardo Bove, anche lui sedicenne, è stato trasferito da Zurigo all’ospedale Niguarda di Milano. Le sue condizioni sono state definite “estremamente critiche” dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. Il giovane è uno dei feriti più gravi del rogo. Un corpo segnato dalle ustioni, ma soprattutto un apparato respiratorio messo a durissima prova dal fumo e dal calore.
Il problema più serio: i polmoni
Secondo quanto spiegato da Bertolaso, il punto più delicato della situazione clinica non riguarda soltanto le ustioni, pur estese e importanti, ma le condizioni dei polmoni. “Per tutti la questione più complicata non sono tanto le ustioni – ha chiarito – quanto le situazioni polmonari”.
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