Da Sting a Bill Gates, figli senza eredità: la nuova etica dei vip
Le star scelgono il merito invece del patrimonio per educare le nuove generazioni al valore del lavoro Dalle ville di…
Le star scelgono il merito invece del patrimonio per educare le nuove generazioni al valore del lavoro
Dalle ville di Hollywood ai grattacieli della Silicon Valley una nuova tendenza sta prendendo piede tra i vip. Sempre più celebrità hanno deciso di rompere la tradizione del passaggio generazionale dei beni, dichiarando guerra al concetto di rendita passiva per i propri figli. In una recente intervista rilasciata a France Inter, il leggendario Sting ha ribadito con forza la sua posizione, spiegando che non intende accantonare patrimoni colossali per i suoi sei eredi. Il cantautore britannico teme infatti che una ricchezza piovuta dal cielo possa diventare un fardello insostenibile, capace di soffocare qualsiasi ambizione personale o desiderio di riscatto professionale.
Questa tendenza riflette un cambiamento profondo nel modo in cui l’élite globale intende la responsabilità genitoriale e sociale. Gli esperti di psicologia dello sviluppo sottolineano come la scelta di limitare i lasciti materiali serva a prevenire la sindrome dei cosiddetti figli di papà, giovani spesso privi di resilienza. “I miei figli sanno che devono lavorare per vivere e apprezzano questa sfida quotidiana che li rende orgogliosi di se stessi”, ha dichiarato Sting durante il colloquio radiofonico. Secondo il musicista, il vero lascito non risiede nei conti in banca, ma nell’etica del lavoro e nella capacità di sviluppare il proprio talento in modo indipendente.
Daniel Craig, Ashton Kutcher e Mila Kunis
Il fronte dei genitori celebri che abbracciano questa filosofia si allarga ogni giorno di più, coinvolgendo nomi di altissimo profilo come Daniel Craig. L’ex volto di James Bond ha definito l’idea di lasciare grandi eredità come qualcosa di cattivo gusto, preferendo spendere i propri guadagni o destinarli alla beneficenza. Sulla stessa linea si muovono Ashton Kutcher e Mila Kunis, i quali hanno chiarito pubblicamente di non aver istituito alcun fondo fiduciario per i propri bambini. Questa visione trasforma il denaro da privilegio familiare in uno strumento di impatto collettivo, spostando l’attenzione verso la filantropia e il benessere della comunità globale.
Bill Gates e Mark Zuckerberg
Anche i giganti dell’informatica come Bill Gates e Mark Zuckerberg hanno intrapreso questa strada, destinando la quasi totalità delle proprie fortune a fondazioni umanitarie. Gates ha spiegato in diverse occasioni che i suoi figli riceveranno solo una minima parte del suo immenso impero, poiché una dote eccessiva potrebbe distorcere i loro obiettivi di vita. Lo scopo di questi grandi donatori è quello di promuovere l’uguaglianza di opportunità, evitando che la fortuna economica accumulata si trasformi in un ostacolo per la crescita individuale.
Il dibattito rimane acceso tra chi vede in queste scelte un atto di saggezza educativa e chi le considera una negazione della protezione familiare intergenerazionale. Tuttavia, per icone come Jackie Chan o Gordon Ramsay, la priorità resta quella di insegnare ai figli che il successo va meritato sul campo. Riscrivendo le regole del patrimonio, queste celebrità stanno cercando di dimostrare che la vera libertà non consiste nel possedere milioni, ma nel possedere le competenze per guadagnarseli.
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