Donald Trump annuncia la cattura di Maduro dopo l’attacco USA in Venezuela
Il presidente statunitense conferma via social l’esito dell’operazione militare su larga scala condotta dalle forze speciali americane nel territorio di…
Il presidente statunitense conferma via social l’esito dell’operazione militare su larga scala condotta dalle forze speciali americane nel territorio di Caracas
Donald Trump ha sorpreso il mondo intero pubblicando un messaggio sui propri canali social nel quale annuncia la cattura definitiva del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Secondo quanto riportato dal leader statunitense, le forze armate hanno condotto un attacco su larga scala contro obiettivi strategici in tutto il territorio della nazione. Il messaggio pubblicato su Truth Social specifica che i soldati hanno prelevato anche la moglie del leader bolivariano durante una complessa operazione delle forze dell’ordine. Questa notizia giunge dopo una notte di intensi bombardamenti che hanno colpito diverse infrastrutture militari e civili nelle aree limitrofe alla capitale del Venezuela. Le prime testimonianze locali riferiscono di enormi colonne di fumo che si alzano da Caracas mentre numerosi aerei americani continuano a sorvolare i cieli.
La ricostruzione dell’attacco e il coinvolgimento delle forze speciali
L’offensiva militare ha avuto inizio intorno alle due del mattino quando una serie di esplosioni ha squassato i centri nevralgici del potere venezuelano a Caracas. Testimoni oculari descrivono il fragore delle bombe e il volo radente di caccia stealth che hanno neutralizzato rapidamente i sistemi di difesa aerea del regime socialista. Donald Trump ha descritto l’intervento come una missione necessaria per ristabilire l’ordine e combattere il narcotraffico internazionale che vede in Maduro il principale responsabile. Fonti del Pentagono confermano l’impiego di unità scelte che avrebbero fatto irruzione nella residenza presidenziale per trarre in arresto il leader venezuelano e i suoi collaboratori. Molti cittadini hanno cercato rifugio nelle proprie case seguendo le direttive dell’ambasciata italiana che ha consigliato di non uscire per evitare pericoli derivanti dagli scontri.
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I retroscena della crisi diplomatica e l’escalation militare di Trump
La tensione tra Washington e Caracas era salita vertiginosamente negli ultimi mesi dopo che gli Stati Uniti avevano schierato una potente flotta aeronavale nei Caraibi. Il presidente Trump aveva già ordinato in passato diversi attacchi mirati contro imbarcazioni sospette accusate di trasportare carichi illegali di droga verso le coste americane. Maduro aveva risposto a queste provocazioni dichiarando lo stato di emergenza nazionale e ordinando la mobilitazione immediata delle milizie bolivariane per difendere la sovranità del Paese. Le accuse di narcoterrotismo formulate dai tribunali statunitensi fin dal duemila venti rappresentano il fondamento giuridico che la Casa Bianca utilizza per giustificare questo intervento armato. La comunità internazionale osserva con estrema preoccupazione l’evolversi della situazione temendo che il conflitto possa destabilizzare l’intero continente sudamericano provocando una crisi umanitaria senza precedenti.
Le reazioni dei leader mondiali e lo stato di agitazione in Sud America
Le nazioni alleate del Venezuela hanno reagito immediatamente condannando l’azione militare e definendo l’attacco statunitense come una palese violazione del diritto internazionale e della pace. Il presidente colombiano Gustavo Petro ha chiesto una riunione urgente delle Nazioni Unite per discutere le conseguenze di questa aggressione che mette in pericolo la sicurezza regionale. Nel frattempo il governo venezuelano ha esortato la popolazione a resistere con le armi nonostante la notizia della cattura del proprio leader abbia generato molta confusione. Donald Trump terrà a breve una conferenza stampa ufficiale da Mar-a-Lago per fornire ulteriori dettagli tecnici sull’operazione e sul futuro politico della nazione caraibica occupata. Molti osservatori si chiedono ora quale sarà il destino di Maduro e se gli Stati Uniti favoriranno una transizione democratica sotto la guida delle forze d’opposizione.