Donald Trump chiude le porte a Puff Daddy: nessuna grazia per il magnate dell’hip hop
Il Presidente rivela al New York Times i retroscena della lettera inviata da Sean Combs dal carcere e nega ogni…
Il Presidente rivela al New York Times i retroscena della lettera inviata da Sean Combs dal carcere e nega ogni possibile clemenza
Il destino giudiziario di Sean Combs, universalmente noto come Puff Daddy o P. Diddy, sembra ormai segnato in modo definitivo dopo le recenti dichiarazioni di Donald Trump. Durante una dettagliata intervista concessa al New York Times, il Presidente degli Stati Uniti ha affrontato apertamente la questione riguardante la possibile grazia per il produttore discografico. Trump ha svelato un retroscena finora rimasto segreto, confermando di aver ricevuto una lettera accorata firmata personalmente dal rapper che oggi sconta la sua pena in cella. Nonostante l’appello diretto, l’inquilino della Casa Bianca ha chiarito con fermezza la sua posizione sottolineando che non intende concedere alcun provvedimento di clemenza.
La condanna è a 50 mesi di carcere inflitta a Combs per il reato di trasporto di persone a scopo di prostituzione. Questa sentenza è arrivata al termine di un processo mediatico travolgente che ha visto cadere le accuse più pesanti di associazione a delinquere e traffico sessuale. Sebbene Puff Daddy sia stato assolto dai capi d’imputazione più gravi, la giustizia americana ha ritenuto provata la sua responsabilità nelle attività illecite legate allo sfruttamento. Attualmente il rapper si trova detenuto presso il Federal Correctional Institution di Fort Dix, nel New Jersey, dove sperava probabilmente in un intervento politico risolutore.
Vecchi screzi e ruggini personali
Dietro il netto rifiuto di Donald Trump si nascondono però ruggini personali e retroscena che risalgono ai tempi della prima campagna elettorale del leader repubblicano. Il Presidente ha ricordato con una punta di amarezza come in passato i due fossero legati da un rapporto di reciproca stima e frequentazione sociale. Tutto è cambiato radicalmente nel 2016, quando Combs ha iniziato a criticare duramente le posizioni politiche di Trump diventando una voce ostile nel panorama dello spettacolo. Questa rottura umana sembra pesare oggi sulla bilancia del potere presidenziale, rendendo quasi impossibile un gesto di generosità verso chi un tempo era considerato un amico.
Durante il colloquio con i giornalisti del quotidiano newyorkese, Trump ha persino scherzato sull’esistenza del documento chiedendo ironicamente se qualcuno dei presenti desiderasse leggere il contenuto della lettera. Oltre al caso specifico di Puff Daddy, il Presidente ha ribadito una linea dura che non prevede sconti per personalità di alto profilo coinvolte in scandali legali. Questa chiusura totale mette fine alle speculazioni che vedevano Combs come un possibile beneficiario dei poteri straordinari della Casa Bianca grazie alle sue vecchie conoscenze. La parabola discendente dell’ex re delle classifiche musicali proseguirà dunque tra le mura del penitenziario senza alcuna speranza di un ritorno anticipato alla libertà.