Urla, denti stretti: rimuovere i tatuaggi fa davvero male. La conduttrice mostra il lato oscuro della tabula rasa: “È come una frustata che brucia, ma voglio tornare pulita”

Diciamocelo: a vent’anni un tatuaggio sembra un’idea geniale, un patto di sangue con la propria pelle. Poi arrivi a quaranta, ti guardi allo specchio e quel tribale o quella scritta sbiadita ti sembrano solo un vecchio adesivo appiccicato male su un’auto di lusso. Ema Stokholma ha deciso di dire basta, ma il prezzo da pagare non è solo lo scontrino del dermatologo: è il dolore puro.

“Altro che carezze, è una frustata”

Niente video patinati con musica zen. Ema ha lanciato sui social la realtà nuda e cruda: lei che urla e si contorce mentre il laser le bombarda la pelle. La sua recensione del trattamento? “Fa dieci volte più male che farli”. Se far farsi tatuare è un rito, cancellarli è un’espiazione medievale. Un mix tra una bruciatura e una frustata che non lascia spazio al glamour, ma solo alla resistenza fisica.

La crisi (estetica) dei 42 anni

Ma perché sottoporsi a questa via crucis? La risposta di Ema è disarmante nella sua semplicità: “Non mi piacciono più”. Punto. Nessun trauma psicologico, nessun pentimento profondo o rinnegamento del passato. Semplicemente, i gusti cambiano come cambiano i fidanzati o il colore delle pareti di casa. A 42 anni, la Stokholma sente il bisogno di “essenzialità”. Vedersi “pulita”, senza quei segni che per anni l’hanno definita, è il suo nuovo concetto di libertà. È la dimostrazione che non siamo blocchi di marmo: possiamo evolvere, cambiare idea e, se abbiamo abbastanza coraggio (e soglia del dolore), possiamo persino cancellare gli errori di gioventù.

Cambiare pelle è un lusso per pochi (coraggiosi)

Il web è esploso: tra chi le dà della “pazza” per il dolore che sopporta e chi la elegge a nuova eroina della coerenza. In fondo, il messaggio di Ema è un bagno di realtà per la generazione “inked”: i tatuaggi sono per sempre, finché non decidi che il dolore del laser vale più della noia di vederti sempre uguale. Lei lo fa a modo suo, con le urla in diretta e quella schiettezza che la rende unica. Perché sì, cambiare pelle si può, ma preparatevi a stringere i denti (molto forte).

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