Ha solo 20 anni, ma già si sta affermando come una delle voci più interessanti della scena musicale italiana. Non a caso il Premio Malafemmena Totò di recente ha scelto di onorarla con un riconoscimento.

Mina Elisabeth Eucalipto, in arte solo Eucalipto, in questa intervista si racconta a tutto tondo: dalla scoperta della musica come gioia, al periodo buio in cui aveva paura del giudizio delle persona fino alla decisione di rompere il guscio e salire su quei palcoscenici cui si sentiva destinata fin da piccola. Un talento straordinario, capace di trasmettere emozioni uniche, di cui sentiremo ancora parlare.

Come nasce la tua passione per la musica?

È nata insieme a me. Ho sempre avuto fin da piccolissima un richiamo verso la musica. I ricordi più belli dell’asilo erano proprio i preparativi per le recite: amavo imparare le canzoni anche con una lingua tutta mia dovuta all’età. Erano quelli i veri momenti magici. Ho sempre avuto i miei genitori, soprattutto mio padre, che hanno creduto nella mia passione e a 7 anni mi hanno iscritta in un accademia di canto (Officina Sonora) che frequento ancora oggi.

Quando hai capito che cantare poteva diventare la tua professione?

È stato un percorso lungo e tortuoso: dopo il periodo “fatato” dell’infanzia, arrivata l’adolescenza ho iniziato a costruire un muro intorno a me. Ho avuto una tremenda ansia da prestazione che mi ha portato a non avere nessuna intenzione di cantare se non da sola, con me stessa. Avevo paura del giudizio negativo delle persone, la mia poca autostima in quel momento non avrebbe retto e quindi ho represso tutta la mia voglia di cantare senza mai però smettere di studiare. Ma arrivata ai 18 anni, prossima alla maturità, ho fatto i conti con me stessa: dovevo capire cosa avrei voluto fare dopo. Insomma, la maturità l’ho presa in modo molto personale, ho scelto di non buttare via tutto per una paura che, anno dopo anno, mi ero creata da sola.

Il tuo brano Ognuno ha la sua croce vanta una collaborazione importante. Ce ne vuoi parlare?

Sono molto orgogliosa di questo brano perché è stato scritto da un paroliere storico come Fabrizio Berlincioni. Dire che è una penna d’oro sarebbe riduttivo. Pensare che ha scritto testi per i cantanti più rilevanti della musica italiana (nomi come Mina, Fausto Leali, Andrea Bocelli, Al Bano, Fiordaliso, Adriano Celentano, Peppino di Capri, Fausto Leali, Anna Oxa) mi inorgoglisce enormemente. Nonostante la differenza di età e di percorso tra me e lui, siamo riusciti a creare qualcosa che ci rappresenta entrambi. La sua esperienza e la mia prospettiva si sono fuse senza annullarsi a vicenda, dando vita a una canzone che è il punto d’incontro tra due generazioni, due vissuti e due modi diversi di guardare il mondo. Questa diversità è diventata una forza.

“Ognuno ha la sua croce”, canti. Ma alla tua età, come si superano i momenti difficili?

Ho solo 20 anni, quindi non pretendo di avere tutte le risposte. Però ho imparato che i momenti difficili non si superano aspettando che passino da soli: si superano affrontandoli, anche con paura, continuando a credere in se stessi e nelle persone che ci stanno accanto. Ogni ostacolo ti lascia qualcosa, e spesso sono proprio le difficoltà a farti crescere più di qualsiasi successo.

A chi ti ispiri musicalmente?

Le mie prime scoperte sono state Giorgia, Annalisa e Mina. Ma sono una grande fan del soul, del blues e del jazz quindi mi ispiro tanto ad Amy Winehouse e ad Alicia Keys. E ovviamente alla mia preferita nel panorama italiano, Serena Brancale.

Hai ricevuto il prestigioso premio Malafemmena in onore di Totò. Cosa ha significato per te?

È stato speciale ed emozionante ricevere questo premio. Sapere di essere stata degna di ricevere un premio con il nome del Principe della risata, Antonio De Curtis, mi ha riempito il cuore di orgoglio. Se potesse vedermi oggi la Mina di qualche anno fa, quella che aveva paura di cantare fuori dalla sua stanza, e potesse ammirare quante cose belle possono succedere se solo si ha fiducia in se stessi piangerebbe dalla gioia e io lo farei con lei.

I tuoi progetti futuri?

Tra poco sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali Ognuno ha la sua croce, presentato anche al Premio Malafemmena. Ho già in mente nuova musica e nuovi testi, ho in progetto di fare sempre più esperienza e incontrare persone che possano arricchire il mio percorso. Ho già avuto l’onore di aprire un dj set di Francesco Da Vinci a Baia Domizia, in provincia di Caserta: è stata una serata magica e non sarà l’unica. Considero ogni esperienza un tassello importante di un percorso che spero possa portarmi lontano, ma sempre rimanendo fedele a ciò che sono.