I tre bambini hanno iniziato le lezioni nella casa-famiglia di Vasto con una maestra in pensione. Intanto una relazione tecnica depositata in tribunale sostiene che il modello educativo dei genitori sia rispettoso e adeguato

Il ritorno sui banchi, lontano dal bosco

Per i tre figli di Nathan e Catherine Trevallion-Birmingham, la coppia diventata famosa come “famiglia del bosco”, è iniziato un nuovo capitolo. Nella casa-famiglia di Vasto, dove vivono da quasi due mesi, i bambini hanno affrontato il loro primo giorno di lezioni dopo la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila di sospendere temporaneamente la responsabilità genitoriale a Nathan Trevallion Catherine Birmingham.

Tre bambini, una scuola diversa

I protagonisti di questa ripartenza sono due gemelli di sei anni e la sorella maggiore di otto. Continueranno a studiare secondo il metodo dell’istruzione parentale, lo stesso adottato quando la famiglia viveva nel bosco di Palmoli, nel Chietino. A cambiare, però, è il contesto: non più la vita isolata, ma un ambiente controllato e seguito dalle istituzioni.

Una maestra in pensione per garantire continuità

A guidare i bambini nel loro percorso è un’insegnante in pensione, chiamata a garantire stabilità didattica e regolarità. La prima lezione si è svolta martedì 13 gennaio, in un clima descritto come semplice e concentrato. L’obiettivo è chiaro: accompagnare i piccoli nello studio di lettura, scrittura e matematica, mantenendo un approccio essenziale e personalizzato.

Una lezione breve, ma simbolica

L’incontro iniziale è durato circa un’ora e mezza ed è stato svolto in lingua italiana. La docente, forte di oltre quarant’anni di esperienza nella scuola pubblica, ha impostato il lavoro su basi concrete: imparare a leggere, scrivere e “far di conto”, come lei stessa ama dire. Un ritorno all’essenziale che segna l’inizio di una routine educativa più strutturata.

Il tribunale osserva, la famiglia attende

Mentre i bambini tornano a studiare, il procedimento giudiziario resta aperto. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila continua a valutare la situazione complessiva della famiglia, cercando un equilibrio tra tutela dei minori e diritti dei genitori. La vita quotidiana nella casa-famiglia diventa così parte integrante dell’istruttoria.

La memoria tecnica della difesa entra nel fascicolo

Nelle stesse ore è stata depositata una relazione tecnica integrativa da parte dei legali dei genitori. Il documento, redatto da un’équipe di specialisti in neurologia, psichiatria, pedagogia e psicologia, invita a leggere la vicenda fuori da semplificazioni e giudizi sommari. Secondo gli esperti, lo stile educativo adottato dalla coppia sarebbe coerente con i bisogni dei bambini e improntato al rispetto della loro crescita.

Un modello educativo sotto esame

Al centro del confronto non c’è solo una scelta di vita alternativa, ma il significato stesso di educazione e responsabilità genitoriale. La difesa sostiene che il metodo seguito in passato non rappresenti un pericolo per i minori, ma una forma diversa di accompagnamento allo sviluppo. Una posizione che ora dovrà essere valutata dai giudici, alla luce delle nuove condizioni in cui i bambini stanno vivendo e studiando. Il suono della prima lezione, in una stanza silenziosa della casa-famiglia, segna un ritorno a una quotidianità fatta di quaderni e parole da imparare. Ma il futuro dei tre bambini resta legato alle decisioni del tribunale. La scuola è ricominciata. La storia giudiziaria, invece, è ancora tutta da scrivere.