L’indagato è un cittadino peruviano con precedenti per reati sessuali e risultava già ricercato per una violenta tentata rapina in metropolitana

La tragica scoperta del corpo senza vita di Aurora Livoli in un cortile milanese ha finalmente portato a una svolta decisiva nelle complesse indagini coordinate dai carabinieri. La giovane laziale di soli diciannove anni giaceva senza vita nella periferia nord della città meneghina mostrando evidenti segni che facevano presagire una morte violenta.

Durante la serata del 30 dicembre, i militari del Nucleo Investigativo e della Compagnia Porta Monforte hanno rintracciato e bloccato un uomo di cinquantasei anni. Il sospettato, un cittadino di origine peruviana irregolare sul territorio nazionale, deve ora rispondere di accuse pesantissime che delineano un profilo criminale estremamente pericoloso e già noto.

Gli investigatori monitoravano l’uomo già da tempo

La ricostruzione dei fatti rivela che l’indagato possiede precedenti specifici per violenza sessuale, un dettaglio che ha immediatamente orientato le attività degli inquirenti verso una pista precisa. Gli investigatori monitoravano l’uomo già da tempo poiché risultava gravemente indiziato per una tentata rapina aggravata commessa recentemente ai danni di una sua giovane connazionale.

Quell’episodio, avvenuto all’interno della metropolitana milanese contro una diciannovenne peruviana, aveva già messo in allarme le autorità locali circa la ferocia e l’imprevedibilità del soggetto fermato. Il destino di Aurora si è incrociato tragicamente con quello di un uomo che non avrebbe dovuto circolare liberamente, considerando la sua posizione di irregolarità.

Il ritrovamento della vittima ha restituito un’immagine agghiacciante ai soccorritori intervenuti sul posto, i quali hanno notato subito i jeans della ragazza parzialmente abbassati. Sul collo di Aurora erano presenti alcuni segni rossi molto nitidi, elementi che suggeriscono un tentativo di strangolamento avvenuto durante una probabile aggressione a sfondo sessuale.

Attualmente l’uomo si trova in stato di fermo

Le forze dell’ordine hanno lavorato senza sosta per incrociare i dati dei rilievi scientifici con le testimonianze raccolte nelle ore successive al ritrovamento del cadavere. Grazie a una rapida attività di osservazione e pedinamento, gli agenti sono riusciti a chiudere il cerchio attorno al cinquantaseienne prima che potesse far perdere le proprie tracce.

Attualmente l’uomo si trova in stato di fermo mentre la procura prosegue gli accertamenti necessari per consolidare il quadro probatorio a carico del cittadino straniero. La comunità attende ora che la giustizia faccia il suo corso per dare una risposta definitiva a un crimine che ha spezzato una vita giovanissima.

Dario Lessa