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L’assassinio di Gianni Versace: è il momento della fiction! Cosa dobbiamo aspettarci?

Francesco Fredella | 19 Gennaio 2018

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Da stasera su FoxCrime la serie tv dedicata all’assassinio di Gianni Versace. Ne sta parlando tutto il mondo.  Gianni Versace, […]

Da stasera su FoxCrime la serie tv dedicata all’assassinio di Gianni Versace. Ne sta parlando tutto il mondo. 

Gianni Versace, il genio indiscusso della moda in tutto il mondo, veniva ammazzato il 15 luglio di 20 anni fa Miami da Andrew Cunanan, uno squilibrato. I America è ai nastri di partrnza la serie American crime story, ideata da Ryan Murphy (American Horror Story, Feud), con 9 episodi, basata sul libro della giornalista di Vanity Fair Maureen Orth, Vulgar Favors.

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Stasera alle 21.05 farà il suo debutto su FoxCrime la nuova stagione di American Crime Story. Dalle anticipazioni si legge che la serie tv si apre sulle note dell’Adagio in Sol Minore di Albinoni.

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Si è parlato a lungo del cast che comprende: Édgar Ramírez (Joy, Carlos) e Penélope Cruz nei panni dei fratelli Versace, Gianni e Donatella mentre la pop star Ricky Martin e Darren Criss (Glee) interpretano Antonio D’Amico, il compagno di Gianni, e l’assassino Andrew Cunanan. Santo Versace, uno dei fratelli, è stato scelto l’italiano Giovanni Cirfiera.

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Come detto, la serie americana è nata come costola di American Horror Story. “Non sarà una fiction divertente. Ero molto legato a Gianni Versace ed ho scritto con lui l’unica biografia che ha voluto pubblicare, ma sono legato anche a Santo Versace e Donatella. Vedere certe scene in cui Edgar Ramirez – molto somigliante – viene sparato sulle porte di casa. Santo Versace ci ha detto che non sa nulla di questa fiction, ma potrebbe essere un prodotto di qualità per chi ci lavora”, dice Roberto Alessi.

Donatella Versace chiama a raccolta le top model degli anni Novanta!

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Donatella Versace chiama a raccolta le top model degli anni Novanta!

Francesco Fredella | 20 Dicembre 2017

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Donatella Versace richiama Naomi, Christy e le altre in posa per Meisel. Si celebra così il 40° della maison della […]

Donatella Versace richiama Naomi, Christy e le altre in posa per Meisel. Si celebra così il 40° della maison della Medusa.

FONTE ANSA. Donatella Versace chiama a raccolta le supermodelle degli anni Novanta lanciate con suo fratello Gianni per celebrare il 40° della maison della Medusa. All’appello di Donatella avevano già risposto a settembre tutte le top model di allora, partecipando alla sfilata di Versace che rendeva omaggio allo stilista scomparso 20 anni fa.

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Stavolta Naomi Campbell e Christy Turlington fanno parte del supercast della nuova campagna Primavera/Estate, a cui si sono aggiunte però molte top delle generazioni successive: Gisele Bundchen, Irina Shayk, Raquel Zimmerman, Natalia Vodianova, Gigi Hadid, Vittoria Ceretti, Kaia Gerber, Cara Taylor, Birgit Kos, Grace Elizabeth, Noah Luis Brown. Tutte in posa per il celebre Steven Meisel che firmato anche tante campagne Versace. “Questa campagna – spiega – rappresenta il punto d’incontro tra passato e presente. Devi capire chi sei e da dove arrivi per poter costruire il futuro. Quando sei a capo di un marchio con dna forte come il mio non puoi fare altro che abbracciarlo”.

E’ il motivo per cui ho voluto le supermodelle iconiche accanto alle ragazze che saranno le icone del futuro.” Negli anni, ogni immagine di Versace ha sempre raccontato una storia. Solitamente storie d’individualità, di caratteri forti, di coraggio nel fare le cose in modo diverso. Per quattro decenni, la famiglia allargata Versace (non semplicemente Donatella e suo fratello Gianni, ma anche le loro modelle e i loro fotografi preferiti) ha plasmato la moda per come la conosciamo. E oggi questa super famiglia ritorna per marcare l’inizio del 40mo anniversario del marchio. Lo spartiacque è dunque questa campagna ideata dal direttore artistico Donatella Versace e scattata da Meisel, che unisce per la prima volta dopo decenni, non solo alcune dei volti più iconici della moda, ma anche i talenti emergenti di domani. Questi ritratti catturano l’attenzione sprigionando energia.

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Ogni foto completa le altre e fa emergere il vero carattere di ogni modella, in una serie di scatti che danno nuova voce al dna di Versace: creatività, emancipazione, voglia di osare. I look più audaci, come il foulard nero e oro, annodato attorno alla testa come un hijab islamico di Christy Turlington, e le stampe con le greche e i simboli delle architetture greche e romane più amate da Gianni, rivisti con gli occhi di oggi, sono indossati dalle modelle che hanno sfilato con i modelli originali e da quelle che sono cresciute aspirando ad essere come loro. Una celebrazione della bellezza, senza limiti di età. Gianni Versace aveva usato per le sfilate le stesse modelle delle campagne, scardinando il sistema vigente fino ad allora. Assieme a Donatella, il geniale stilista aveva intuito che Claudia Schiffer, Stephanie Seymour, Cindy Crafward, Linda Evangelista, Naomi Campbell, Christy Turlington, Carla Bruni, Helena Christensen e Nadja Aurmann avevano l’X Factor della passerella, la capacità d’incantare il pubblico e di rendere l’abito indossato speciale. Quel vestito addosso a una di loro diventava introvabile. Le ingaggiava quindi in esclusiva, le trasformava in star della moda, elevando così la categoria delle modelle, fino a quel momento anonimi volti e corpi da mandare in pedana con un numero o da sbattere sulle cover dei magazine. L’epoca delle supermodelle finirà con la morte di Gianni Versace.

Oggi tornano con insistenza i volti di Gigi e Bella Hadid o Irina Shayk, complici i social, ma è un’altra storia, e si vedrà se all’età di Naomi e delle altre saranno ancora considerate supermodelle da copertina.

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Gianni Versace

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Gianni Versace: mille segreti, un’unica verità

Francesco Fredella | 13 Luglio 2017

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Gianni Versace moriva vent’anni fa. A Milano, in tanti sono andati alla messa per ricordarlo. Quei vent’anni sono passati in un […]

Gianni Versace moriva vent’anni fa. A Milano, in tanti sono andati alla messa per ricordarlo. Quei vent’anni sono passati in un soffio. Roberto Alessi, sul nuovo numero di Novella2000 (in edicola con lo speciale Estate) ha ricordato così il grande stilista.m
Erano circa le tre, e mentre in ufficio portavo avanti il giornale, mi arriva una telefonata: «Gianni Versace è stato
ucciso poco fa a Miami». Uno shock. Ero talmente pallido che i colleghi erano perfino preoccupati per me. Ero e sono
amico della famiglia di Gianni, ho collaborato perfino con lui alla sua autobiografia. E in quel libro intervenivano anche
Santo, suo fratello, che ancora sento regolarmente, e Donatella, che ormai ho perso (io in Italia, lei nel mondo, io che a fatica tolgo le scarpe da ginnastica anche alla serata più formale, lei che porterà «il tacco dodici anche nella bara», come mi diceva).
Gianni tornava dal bar, dove era andato a prendere un caffè e a leggere i giornali italiani, a un passo dalla sua
villona di Miami, sulla Ocean Drive, ucciso da un certo Andrew Cunanan, marchettaro di cui non vorrei nemmeno
ricordare il nome e che già s’era macchiato di altri delitti.

Certe volte penso che se Gianni Versace non avesse vissuto in tutto quel glamour esagerato, tra quadri di Picasso,
mobili impero, ville faraoniche, scarpe di coccodrillo da cinque milioni (se le faceva arrivare da Londra), superstar mondiali come Elton John, Sting, Lady Diana, forse quel delinquente non sarebbe andato da lui. Erano in tanti i ragazzotti dalle
belle speranze che “in qualche modo a qualche party“ riuscivano a imbucarsi a Casa Casuarina, la sua villa di Miami. Versace non era selettivo, ospitava Madonna, ma da lui ci trovavi anche l’attore che non aveva ancora girato un film vero, il grande giornalista
e quello che aveva iniziato da poco. Andava a empatia (ha fatto scrivere a me la sua biografia, poteva andare da Enzo Biagi e non gli avrebbe detto di no). Men che meno era selettivo il suo compagno Antonio D’Amico che mi diceva
«Gianni comunque non ha mai dato troppe confidenze a nessuno». Certe volte penso, senza nessuna prova, che quel Cunanan ci aveva già provato ad avvicinarsi a villa Versace, ma era stato rimbalzato da qualche pierre che si occupava degli inviti a quei party,
e da lì gli è scattata la molla omicida, mossa dall’invidia, dal risentimento.
Questo mio pensare è quasi un modo per trovare un perché. Già, non c’è ancora un perché e sono passati 20
anni. «Quello era solo un pazzo», mi dice sempre Santo Versace. Tra pochi giorni tutti celebreranno il genio di Gianni, un genio certo, ma soprattutto un uomo buono che non ha mai fatto pesare il suo successo, la sua fama, la sua ricchezza. Mai. Mi ricordo quanto era gentile, con tutti, una volta ero nel suo ufficio e mi chiede: «Tutto bene?». Rispondo: «Sto ristrutturando il solaio per crearci una stanzetta, un casino avere muratori per casa vivendoci». E lui: «Ho gli stessi problemi con la casa di Miami». Capito? Stavo sistemando 25 metri quadri scarsi, lui una casa da 4mila con piscina e parco e si metteva al mio stesso livello.
La sua vicenda adesso arriva anche in una fiction con Edgar Ramirez nei panni di Gianni, Penelope Cruz, in quelli Donatella e, Ricky Martin che fa D’Amico, le foto non promettono bene (troppo glamour sfigato, troppo sangue, poca passione). Tocchiamo ferro. Non era così Gianni Versace.
Ricordo solo una cosa, dopo il libro scritto con me, ne ha fatto un altro con Electa, sul suo lavoro in sartoria, lo ha dedicato a Franca, lo stesso nome di sua madre, una donna non famosa, normale, ma che sapeva cucire e riconoscere tutti i tessuti, era la sua prima collaboratrice.
Questo fa capire chi era. Basta e avanza. Ciao Gianni, secondo me qualche santo in paradiso in questi ultimi vent’anni un paio di volte ha rotto il voto di povertà: non ha saputo resistere, e, con te lì, una giacchetta Versace se l’è fatta fare.

Il servizio è di Roberto Alessi.

Ricky Martin e Edgar Ramirez sul set

Gossip

Gianni Versace: una fiction che fa male per davvero. Guarda il video di Roberto Alessi

Francesco Fredella | 23 Maggio 2017

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Stanno finendo le riprese della fiction dedicata a Gianni Versace, ucciso  Miami, sulle scalinate della sua lussuosa villa, il 15 […]

Stanno finendo le riprese della fiction dedicata a Gianni Versace, ucciso  Miami, sulle scalinate della sua lussuosa villa, il 15 luglio del 1997. Per quell’omicidio fu incolpato Andrew Cunanan, uno squilibrato che aveva assassinato altre persone in passato e che venne trovato morto su una piattaforma galleggiante.

La serie americana si intitola: Versace: American Crime Story, firmata da Ryan Murphy. E’ nata come costola di “American Horror Story”. Nel cast della serie ci sono Ricky Martin, che interpreta Antonio d’Amico (compagno di Versace per 15 anni); Darren Criss nei passi del folle Andrew Cunanan; Edgar Ramirez  in quelli di Versace e Penelope Cruz in quelli di Donatella Versace.

“Non sarà una fiction divertente. Ero molto legato a Gianni Versace ed ho scritto con lui l’unica biografia che ha voluto pubblicare, ma sono legato anche a Santo Versace e Donatella. Vedere certe scene in cui Edgar Ramirez – molto somigliante – viene sparato sulle porte di casa. Santo Versace ci ha detto che non sa nulla di questa fiction, ma potrebbe essere un prodotto di qualità per chi ci lavora”, dice Roberto Alessi.

Clicca sulla foto per guardare il video. 

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