Irene, mamma di Giovanni Franzoni, fa un salto nel passato e racconta i sacrifici economici fatti per poter permettere ai suoi figli di allenarsi.

Parla la mamma di Giovanni Franzoni

Tra gli azzurri favoriti alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 c’è senza dubbio Giovanni Franzoni. Il campione di scii proprio oggi disputerà una nuova gara e tutti sono in attesa di scoprire cosa accadrà. Mentre aspettiamo il risultato, nelle ultime ore Irene, mamma di Franzoni, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

Nel corso della chiacchierata, la madre dello sciatore ha fatto un tuffo nel passato, rivivendo i giorni in cui Giovanni e suo fratello Alessandro erano solo degli adolescenti. In merito Irene dichiara:

«Sono andata a Falcade con Ale e Gio, avevano 15 anni. Vivevamo a Manerba, andavano alle medie e alla fine del terzo anno chiesi al preside se esistesse un liceo sportivo in zona. Niente. I miei figli dovevano studiare, avere buoni voti a scuola. Oppure niente sci, il patto era quello ed era chiaro: dovevano sudarsi le cose».

A quel punto la mamma di Giovanni Franzoni spiega di aver iscritto i suoi figli al liceo scientifico di Brescia. Irene ha così parlato dei sacrifici fatti nel corso degli anni e in merito afferma:

«Da Manerba li portavo a Brescia, da lì poi in montagna. Giovanni aveva la media del 7 ma il primo anno di liceo volevano bocciarlo per le troppe assenze. Alla fine li abbiamo portati a Falcade, liceo sportivo ma con il latino. I miei figli dovevano fare un percorso di studio completo».

I sacrifici economici

Proseguendo l’intervista, la mamma di Giovanni Franzoni racconta dei sacrifici economici fatti per permettere ai suoi figli di allenarsi: «Usavano sci usati i miei figli, poi piano piano abbiamo cominciato a poter comprare quelli nuovi per le gare».

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A non passare inosservato è stato in particolare un episodio, risalente a qualche anno fa, quando Giovanni ha disputato una gara all’Abetone. In quell’occasione, racconta la mamma dello sciatore, il campione aveva adocchiato un parastinchi dal valore di 240 euro. Irene così rivela:

«Io quei soldi non potevo spenderli proprio. Allora gli dico: ‘Ascolta Giovanni, guarda che se vinci la gara, vedrai che quei parastinchi te li regalano’. Oh, ha vinto la gara. Sono sicura che se io gli avessi dato l’ok per comprarli, lui quella gara non l’avrebbe vinta. E alla fine quei parastinchi glieli hanno regalati davvero! E pensi che l’azienda che produceva quei parastinchi, ancora oggi è sponsor di Giovanni».

CREDITI FOTO: Chine Nouvelle /SIPA / IPA

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