La furia del ciclone colpisce il Sud-Est Asiatico e lascia dietro di sé distruzione, vittime e migliaia di sfollati in cerca di assistenza e riparo

La violenza del ciclone Ditwah ha travolto vaste aree dell’Indonesia e dello Sri Lanka, generando alluvioni e frane che hanno causato almeno 320 morti secondo le autorità locali.
Le piogge torrenziali hanno investito comunità già fragili, cogliendo molte famiglie nel sonno e lasciando interi villaggi isolati mentre le squadre di soccorso tentano di raggiungere le zone più remote.
Le autorità segnalano decine di dispersi e temono che il bilancio possa salire ulteriormente perché molte aree restano inaccessibili per le strade distrutte e i ponti crollati.

LEGGI ANCHE: Autovelox in Italia: finalmente l’elenco ufficiale! Scopri dove sono e quali sono legittimi

Mobilitato esercito e protezione civile

In Sri Lanka quasi quarantacinquemila persone hanno trovato rifugio nei centri di assistenza dopo che le loro abitazioni sono state inghiottite da fiumi di fango e acqua impetuosa.
La popolazione racconta ore di terrore, con torrenti che esondavano all’improvviso e colline che franavano senza preavviso mentre gli operatori umanitari cercano di ripristinare comunicazioni e servizi essenziali.
Il governo di Colombo ha mobilitato esercito e protezione civile, ma le difficoltà logistiche rendono complesso raggiungere chi vive in villaggi montani e zone rurali completamente isolati.

In Indonesia gli sforzi di evacuazione proseguono mentre le autorità locali descrivono danni diffusi a infrastrutture, campi coltivati e abitazioni costruite spesso in aree ad alto rischio idrogeologico.
Molti residenti riferiscono che l’intensità del fenomeno ha superato ogni previsione con fiumi esondati in pochi minuti e frane che hanno travolto strade e edifici senza possibilità di fuga.
I soccorritori lavorano senza sosta perché temono nuove frane a causa del terreno impregnato d’acqua e delle piogge che continuano a cadere con ritmo incessante.

La forza del ciclone Ditwah ha colpito duramente anche Malesia e Thailandia, aggravando un quadro regionale già segnato da ingenti danni economici e necessità urgenti di assistenza umanitaria.
Le organizzazioni internazionali monitorano l’evoluzione della crisi e valutano l’invio di ulteriori aiuti mentre i governi tentano di garantire riparo immediato agli sfollati e contenere il rischio sanitario.

Crisi climatica e rischio idrogeologico

Intanto cresce la preoccupazione per le prossime ore perché nuove precipitazioni potrebbero ostacolare i soccorsi e compromettere i collegamenti già devastati dall’ondata di maltempo.
Le comunità colpite chiedono un intervento rapido e coordinato per ripristinare sicurezza e normalità mentre le autorità valutano i danni e preparano misure urgenti di ricostruzione sostenibile.
La tragedia lascia un segno profondo nel Sud-Est Asiatico e richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare con decisione la crisi climatica e il rischio idrogeologico sempre più evidente.

Dario Lessa