Il Sud Italia in ginocchio dopo il ciclone Harry: danni per oltre un miliardo di euro
La Sicilia conta le macerie mentre Calabria e Sardegna affrontano spiagge cancellate e infrastrutture distrutte dalla furia del mare La…
La Sicilia conta le macerie mentre Calabria e Sardegna affrontano spiagge cancellate e infrastrutture distrutte dalla furia del mare
La furia della natura ha lasciato dietro di sé uno scenario desolante che vede il Sud Italia impegnato in una drammatica conta dei danni. Il ciclone Harry sta finalmente perdendo la sua energia devastante proprio in queste ore, ma il bilancio economico e sociale appare già catastrofico per le regioni coinvolte. La Sicilia rappresenta l’epicentro di questa emergenza con una stima delle perdite che ha già superato la soglia critica del miliardo di euro. Le infrastrutture costiere sono state letteralmente polverizzate da venti che hanno soffiato costantemente oltre i cento chilometri orari durante i giorni scorsi.
Il governo regionale ha già deliberato lo stato di emergenza stanziando i primi settanta milioni di euro
Il governatore siciliano Renato Schifani ha descritto la situazione con toni carichi di preoccupazione dopo aver presieduto una giunta straordinaria convocata d’urgenza a Palermo. “È stato un evento immane, il ciclone più violento degli ultimi anni che ha colpito duramente il nostro territorio”, ha dichiarato. Schifani ha poi sottolineato come sulle coste ioniche si sia abbattuto un vero e proprio “muro d’acqua alto come un palazzo di quattro piani” capace di spazzare via decenni di investimenti. Il governo regionale ha già deliberato lo stato di emergenza stanziando i primi settanta milioni di euro per avviare i lavori di somma urgenza.
I numeri forniti dalla Protezione Civile regionale parlano inizialmente di 741,5 milioni di euro necessari per il ripristino delle opere pubbliche e dei porticcioli. Tuttavia questa cifra è destinata a crescere notevolmente se si considerano i mancati redditi delle tantissime attività produttive che operano lungo la fascia costiera. Gli stabilimenti balneari e le strutture ricettive del litorale jonico risultano quasi totalmente compromessi a causa dell’erosione costiera accelerata che ha letteralmente cancellato ampi tratti di spiaggia. Gli uffici regionali stanno lavorando freneticamente per garantire ristori immediati ed evitare il collasso definitivo del settore turistico isolano.
Le onde hanno raggiunto i nove metri e mezzo di altezza
La situazione non appare meno grave in Calabria dove il capo del dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano ha effettuato un attento sopralluogo aereo. “Le onde hanno raggiunto i nove metri e mezzo di altezza colpendo i litorali per diverse ore consecutive”, ha spiegato il tecnico dopo aver sorvolato il Catanzarese. Anche in questa regione il presidente Roberto Occhiuto si appresta a richiedere ufficialmente al governo nazionale il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i danni subiti. Nel frattempo la Sardegna inizia a respirare grazie all’abbassamento dell’allerta meteo mentre i tecnici valutano i crolli avvenuti lungo le strade statali periferiche.
Il coordinamento tra le regioni colpite sarà fondamentale nelle prossime settimane per ottenere i fondi necessari dal governo centrale di Roma. La ricostruzione dei moli e delle barriere protettive dovrà iniziare immediatamente per permettere alle comunità locali di guardare con minima speranza alla prossima stagione estiva.
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