Sito Novella 2000 n. 26 2023

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L’anima dell’estetica con Giuseppe Sito: un sederino brasiliano

Redazione | 14 Giugno 2023

Come si fa a tirar su quanto là dietro è sceso? Niente lipofilling o protesi: Giuseppe Sito propone una tecnica più semplice e piacevole allo sguardo

Quando ho cominciato a collaborare con Novella 2000 – ormai molti mesi or sono – mi sono davvero sentito testimone di un messaggio importante, e ho cercato di trasferire su carta tutto il mio sapere e la mia esperienza nel campo dell’estetica, esattamente come Novella mi ha chiesto.

Novella 2000 è una vera e propria icona, che oltre a mostrare chiarisce, spiega, istruisce. E tutto quel che c’è da sapere in Estetica, Novella lo sa. Allora mi son detto che il compito era particolarmente gravoso ma, poiché mi sono sempre piaciute le sfide, ci ho provato.

Il commiato del professor Sito

Ed eccomi qui, giunto al termine (per ora) della mia collaborazione, con l’ultimo numero prima delle meritate – spero – vacanze estive, in cui deporrò la penna e mi dedicherò ancora di più al bisturi e alle siringhe.

Non si può davvero fare tutto e tutto assieme, e le mie belle amiche a Milano, Napoli, Torino e Firenze, mi reclamano sempre di più. Ma mi sono guardato indietro, e ho visto che abbiamo parlato di tutto – ma proprio tutto -, o quasi.

Certo ho speso più parole e più attenzione verso gli argomenti che pratico maggiormente, quindi il lifting facciale – anche degli uomini -, gli zigomi, le rughe con il botulino o con i filler dinamici, il PRP, ovvero le piastrine, per i capelli o per il forte ringiovanimento del viso, il fox eye per sollevare le sopracciglia, i fili di trazione per l’effetto lifting, l’addominoplastica, la mastoplastica additiva, addirittura in tre puntate diverse, e ancora tutti ma proprio tutti gli argomenti di Medicina e Chirurgia Estetica. E devo dire che il vostro riscontro è stato più che lusinghiero: mail, telefonate, messaggi su Instagram e visite, tante di voi hanno voluto incontrarmi da vicino, e mi sembra che tutto sia andato per il meglio, anche a giudicare dai vostri numerosi giudizi sui social.

Ma dopo tanto scrivere e tanto spiegare, è venuto il momento del commiato e delle vacanze. Non senza, però, trattare l’ultimo argomento che avevo lasciato in sospeso. Anzi, con un gioco di parole, tirar su ciò che è sospeso… E mi riferisco ai glutei!

Come alzare i glutei

Già, i glutei, la parte più in basso del nostro corpo – o quasi -, e quella che certamente fa voltare la testa agli uomini quando appare appuntita, soda, ben proiettata.

Ma come si fa a sostenere i glutei, quali sono le tecniche che riportano in alto questa regione così ampia ed evidente?

Innanzitutto diciamo quello che non si fa: negli Stati Uniti già da un paio di anni è stato vietato il lipofilling, ovvero il trasferimento del grasso da una qualsiasi regione ai glutei. E ciò perché ci sono stati importanti casi di embolia grassosa, con esito anche infausto.

Quindi niente lipofilling, è davvero molto pericoloso!

E allora? Esiste una tecnica chirurgica che si chiama gluteoplastica, che consiste nell’inserimento di protesi al di sotto del muscolo gluteo per renderlo più tondo e proiettato. Ma anche questa tecnica non gode delle mie simpatie: le protesi sottoposte a continui stress di movimento tendono a spostarsi, oppure a indurirsi e anche in questo caso appaiono come qualcosa di estraneo e poco naturale.

La migliore tra le tecniche in uso

E allora? Ecco che ci viene in aiuto il buon e collaudato acido ialuronico, del tipo strutturato proprio per i glutei.

Attenzione, chiedete ed esigete solo quello nato per i glutei: si tratta di un particolare tipo di acido ialuronico, molto più denso e statico di quel che si inserisce nel viso, che deve essere sempre del tipo bio-dinamico, e che ha la capacità di rimanere lì dove lo si inietta creando un effetto del tipo “brasilian buttock”.

Un acido che si inietta con le famose microcannule, dal costo non eccessivo, sempre ben tollerato, e dalla durata di 12/18 mesi, quindi una buona durata.

Inutile dire che l’infiltrazione si esegue con una blanda anestesia locale e non è quindi dolorosa. Consiste nell’iniezione di 4/5 fiale per lato, che possono anche essere ragionevolmente aumentate o diminuite a seconda delle necessità.

È possibile anche fare un test con poche fiale, e poi aumentare se si vuole avere un effetto ancora più marcato.

Devo dirvi – in tutta sincerità – che non conosco lamentele in questo tipo di correzione. E vi do un consiglio: quando guardate in questo periodo la televisione e osservate qualche cantante o attrice con abitini stretch, osservatele bene, perché qualcosa è forse cambiato. Le proporzioni sono aumentate, o no?

a cura di Giuseppe Sito