Dalla voce senza tempo di Maria Callas all’omaggio di Chico, storico leader dei Gipsy Kings, che ha intonato le note di Djobi Djoba 

L’ingresso in chiesa: una scena di rara intensità

Ieri, 7 gennaio, alle 11.30, il feretro di Brigitte Bardot (scomparsa il 28 dicembre a 91 anni), ha varcato la soglia della chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption sulle note di Casta Diva, la voce di Maria Callas a disegnare un’atmosfera sospesa, quasi teatrale. Fiori arancioni, nessuna rosa: una scelta precisa della famiglia, sobria e carica di significato. Davanti all’altare, un grande ritratto in bianco e nero con la scritta “Merci Brigitte”, l’immagine-manifesto del suo impegno per la difesa degli animali. Anche le musiche de Il disprezzo di Jean-Luc Godard hanno attraversato la navata, riportando in vita il mito senza trasformarlo in spettacolo.

Il figlio, il legame ritrovato

Ad accogliere la bara è stato Nicolas-Jacques Charrier, giunto da Oslo con la moglie e le figlie. Una presenza che parla di riconciliazione: dopo un rapporto complesso, negli ultimi tempi madre e figlio avevano ritrovato un’intesa profonda. Alla Madrague, la casa dove Bardot viveva con il marito Bernard d’Ormale e i suoi animali, In quell’abbraccio silenzioso, all’ingresso della chiesa, c’era più di una storia personale: c’era il senso compiuto di un affetto che aveva imparato a perdonarsi.

Le voci, la preghiera, l’applauso

Seduta nelle prime file, Mireille Mathieu ha cantato a cappella. Subito dopo, l’Ave Maria intonata da Vincent Niclo ha attraversato la chiesa come una carezza. All’esterno, un lungo applauso: non il rumore del mondo, ma il segno di una partecipazione che ha voluto restare rispettosa, quasi trattenuta.

L’uscita del feretro: la causa di una vita

Poco dopo le 12:30, la bara ha lasciato la chiesa sulle note di Toutes les bêtes sont à aimer. La canzone rende omaggio alla lotta di Brigitte Bardot per la tutela degli animali, al cuore del suo impegno negli ultimi decenni. Non una cornice musicale, ma il testamento morale di una donna che ha trasformato la notorietà in responsabilità.

Dal rito privato all’abbraccio della città

La tumulazione nel cimitero marino di Saint-Tropez avviene nella più stretta intimità. La cerimonia, riservata a pochi invitati, è stata trasmessa su maxi-schermi per permettere ad abitanti e fan di seguirla. Tra i presenti, figure del mondo della cultura e dell’attivismo come Paul Watson, insieme ad alcune personalità politiche come l’amica cara di B.B., Marine Le Pen.

La verità sulla malattia e il lascito umano

Il marito Bernard d’Ormale ha rivelato che Brigitte Bardot si era sottoposta a due interventi per un cancro che, infine, l’ha portata via. Una notizia che aggiunge una dimensione di vulnerabilità a una figura spesso percepita come invincibile. Eppure, ciò che resta non è solo il mito del cinema: è la coerenza di una vita spesa per ciò in cui credeva, la capacità di scegliere il silenzio quando il mondo chiedeva clamore.

@IPA