Il leader in tribunale a Manhattan mentre Caracas sceglie la via del dialogo: cronaca di una giornata storica

L’immagine è potente e segna la fine di un’epoca: un elicottero sorvola Manhattan per scortare Nicolas Maduro verso il suo destino. Non è un tour turistico, ma il trasferimento forzato del deposto presidente venezuelano nel tribunale federale di New York. Mentre Maduro affronta i giudici per accuse di narco-terrorismo, a Caracas il potere cambia pelle con rapidità chirurgica. Delcy Rodríguez, nuova presidente ad interim, inaugura un corso diplomatico inaspettato.

Il lunedì nero di Nicolas Maduro: dalla cella all’aula

Misure di sicurezza imponenti hanno blindato il tragitto dalla prigione di Brooklyn alla corte di Manhattan. Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores sono comparsi davanti al giudice, un atto che apre una battaglia legale colossale. Se condannato, l’ex leader rischia decenni di carcere. La difesa contesta la legittimità della cattura, ma l’accusa è pronta a svelare i legami tra il governo di Caracas e i cartelli della droga.

 

La mossa di Delcy Rodríguez: pace e pragmatismo

Mentre il suo predecessore entra in aula, Delcy Rodríguez prende le redini del Venezuela e cambia tono. Durante il suo primo Consiglio dei ministri, la presidente ad interim ha lanciato un messaggio diretto a Donald Trump: “Lavoriamo insieme”. Niente più minacce, ma un appello al dialogo e al rispetto reciproco. “Pace e diplomazia, non guerra”, ha dichiarato, cercando di rompere l’isolamento internazionale del Paese.

 

Venezuela al bivio: tra tribunali e diplomazia

Oggi il Venezuela vive una scissione profonda. Da un lato c’è il dramma giudiziario di New York, che smantella il passato chavista. Dall’altro, il tentativo dell’establishment di Caracas di sopravvivere attraverso una nuova veste diplomatica più morbida. Resta da capire se la Casa Bianca accoglierà la mano tesa di Rodríguez o se il processo a Maduro è solo l’inizio di un reset totale nella regione.