Pace fatta tra Maria Sofia Federico e i suoi genitori

In queste ultime settimane si è a lungo parlato di Maria Sofia Federico. Come sappiamo infatti l’ex protagonista de Il Collegio ha non solo aperto il suo profilo OnlyFans, ma ha anche deciso di entrare nella Rocco Academy, per poter debuttare un giorno nel mondo hard, in qualità di regista. Naturalmente la decisione dell’ex collegiale ha diviso il web, e sono stati in molti ad attaccarla e a insultarla pesantemente. A intervenire sono stati anche i genitori di Maria Sofia, che inizialmente non avevano accettato la scelta di vita della giovane influencer. Proprio il papà della Federico aveva affermato:

“Io posso capire se lo fa una ragazza di diciotto anni perché ne ha bisogno e vuole soldi, ma non è questo il caso. Perché lo fa? Ritengo che lo faccia perché condizionata dal pensiero unico, è plagiata. […] Quanto ha guadagnato? Siamo oltre gli 80 mila euro. Non so però perché lo faccia: le piace davvero o vuole guadagnare?”.

La stessa Maria Sofia Federico aveva risposto sui social alle parole del papà, consigliando ai genitori anche di iniziare un percorso di terapia, per poter comprendere e accettare questa sua scelta. Nelle ultime ore però è accaduto qualcosa di inaspettato. Dopo quanto accaduto, Maria Sofia si è mostrata con suo padre e sua madre, rivelando di aver chiarito con i suoi genitori. Ma non solo. I due hanno infatti anche accompagnato l’ex collegiale a Milano, per girare un cortometraggio sulla sensibilizzazione al sex-working.

@mariasofiapiafederico

Sono felice che stiano iniziando a capire cosa significhi fare attivismo per il SW. In più hanno apprezzato molto il panino!

♬ suono originale – MerySofy

Sui social intanto non sono mancate le critiche del web, e così Maria Sofia ha deciso di replicare alle parole degli hater affermando: “La rassegnazione sono i commenti ignoranti come i vostri, che sono anche il motivo per cui i miei genitori all’inizio hanno reagito male. Erano molto spaventati per il mio intraprendere la carriera da sex-worker. Poi hanno capito che l’approccio migliore non è la difesa, e quindi impedire a me di essere libera, ma contrastare questa cosa supportandomi”.