Solo il Cinema Barberini accetta la sfida su Melania Trump, ma con orari che sanno già di flop

Se pensate che la First Lady più enigmatica della storia recente meriti il red carpet cinematografico in Italia, preparatevi a cambiare idea. Il docufilm sulla sua vita, “Melania”, non è solo un “flop” annunciato, è un fantasma che si aggira per la Capitale tra il disinteresse generale degli esercenti.

Roma non vuole Melania Trump. O almeno, questa è la sensazione che si ha guardando la programmazione cinematografica della Città Eterna. Mentre il docufilm sulla vita della First Lady più discussa e riservata degli ultimi decenni cerca di farsi largo nelle sale italiane, la risposta dei grandi circuiti è stata un silenzio assordante.

Niente multiplex, niente grandi schermi nelle zone della movida. L’unica insegna che accenderà le luci su questo racconto è quella del Cinema romano Barberini. Ma attenzione, non aspettatevi il tappeto rosso delle grandi occasioni. La proiezione è confinata a orari che sembrano fatti apposta per scoraggiare anche il fan più sfegatato: si parla delle 12:00 del mattino o, al massimo, delle 16:00. In pratica, o sei un turista di passaggio o un pensionato appassionato di politica americana, oppure vedere il film diventa un’impresa impossibile.

Che dire della sua autobiografia? Uscita nel 2024, ha venduto copie nel mondo, ma nelle nostre librerie non la troverete. Nessun editore italiano ha voluto investire nel progetto, lasciando l’Italia come uno dei pochi grandi mercati occidentali a non avere una traduzione ufficiale.

Tra cinema che chiudono le porte e case editrici che girano lo sguardo dall’altra parte, il docufilm al Barberini rischia di essere l’ultimo atto di una presenza mai decollata. Se il piano era quello di raccontare “la vera Melania” agli italiani, qualcosa è andato decisamente storto, e non di poco.