Blitz della polizia locale contro le cassette portachiavi dei b&b: oltre settanta tagliate in città. Dopo il nuovo regolamento, scattano rimozioni immediate e multe fino a 400 euro

Una città che cambia volto: stop alle chiavi appese ai muri

Milano ha deciso di voltare pagina. Le keybox, le piccole cassette fissate a pali, ringhiere e cancelli per consentire l’accesso autonomo agli alloggi in affitto breve, sono ufficialmente fuori legge. Lunedì e martedì la polizia locale ha dato il via alle prime operazioni: tagliate e rimosse una settantina di cassette in diverse zone della città, quaranta delle quali concentrate nel Municipio 5, l’area dei Navigli.

Un intervento che segna un cambio di passo netto. Non più tolleranza informale, ma applicazione rigorosa delle nuove regole. Le strade, i portoni e gli arredi urbani tornano a essere spazi pubblici, non bacheche private per il turismo mordi e fuggi.

Il blitz della polizia locale: interventi senza preavviso

Gli agenti sono intervenuti in modo rapido e mirato, rimuovendo le cassette senza avvisi preventivi ai proprietari. Un’azione che ha sorpreso molti gestori di b&b, abituati a considerare quelle scatoline un dettaglio innocuo, quasi invisibile. Ma per il Comune non lo sono più: occupano suolo pubblico, alterano il decoro urbano e favoriscono una gestione degli affitti sempre più impersonale.

Il risultato è stato visibile in poche ore: pali e cancelli liberati, serrature strappate, tracce di un sistema che per anni ha accompagnato l’esplosione degli affitti brevi in città.

 

La nuova regola: dal 4 dicembre keybox vietate per legge

Il giro di vite nasce da una decisione politica precisa. Il 4 dicembre il Consiglio comunale ha modificato il regolamento di polizia urbana, introducendo il divieto esplicito di installare keybox e lockbox su spazi pubblici. Una scelta in linea con quanto già avvenuto a Roma e Firenze, città che hanno anticipato Milano nella regolamentazione degli affitti brevi.

Il testo è chiaro: le cassette possono essere rimosse “senza obbligo di preavviso” e con “onere di spesa a carico dei soggetti responsabili”. Tradotto: chi le installa non solo le perde, ma paga anche il conto.

 

Multe fino a 400 euro: il prezzo della disattenzione

Oltre alla rimozione, scattano le sanzioni amministrative: da 100 a 400 euro per ogni violazione. Una cifra che, per chi gestisce più alloggi, può trasformarsi in un costo significativo. Il messaggio dell’amministrazione è inequivocabile: l’ospitalità non può prescindere dal rispetto delle regole e del decoro urbano. Il provvedimento non colpisce l’affitto breve in sé, ma il suo uso disinvolto dello spazio pubblico. L’obiettivo dichiarato è riportare ordine in quartieri dove il turismo ha spesso superato i confini della convivenza.