Nadia Toffa dopo aver sconfitto il tumore, testimonia il tutto con un libro. «Il cancro è un dono, tutti possono sconfiggerlo» la frase scatena l’ira nei social.

Nadia Toffa non ha passato momenti facili ultimamente. In primavera, infatti la conduttrice de Le Iene aveva accusato un malore mentre si trovava fuori casa registrare un servizio che riguardava proprio la trasmissione. La sua assenza durante la puntata aveva destato parecchie preoccupazioni tra i telespettatori. Portata subito in ospedale, dopo vari accertamenti, è stata accertata la presenza dei cancro, che lei ha sconfitto a testa alta.
Lei nelle settimane successive al malessere ha informato i suoi followers sui social. Alcuni l’hanno invasa d’affetto, altri invece si sono scagliati contro la Toffa.

Lei aveva dichiarato di aver fatto le cure (chemioterapia e radioterapia) e di essere guarita dal cancro in soli due mesi. Polemiche che l’hanno portata a replicare a chi le ha dato della bugiarda ed esibizionista. Lo scontro però non finisce qui, specie dopo la pubblicazione del suo nuovo libro “Fiorire d’inverno” dove parla appunto di quello che le è accaduto.

Ma cosa ha scatenato la diatriba?

Nadia Toffa dopo il tumore pubblica un libro per testimoniare la sua vittoria. Su di lei però si scatenano le polemiche. Vediamo perché.

Nadia Toffa con orgoglio ha deciso raccontare tutto quello che ha passato durante la malattia e testimoniarlo così in un libro “Fiorire d’inverno”. Fin qui tutto bene. Il problema arriva nel momento in cui la “Iena” ha espresso un concetto che ha infiammato il web. La frase incriminata è “cancro è un dono”.

Ecco qui il post su Instagram dove pubblicizza il libro…

https://www.instagram.com/p/BoBQkDKC3mY/?hl=it&taken-by=nadiatoffa

Da qui una pioggia di insulti sulla conduttrice che si è trovata poi a doversi giustificare e spiegare il perché di quella frase.

Ecco cosa ha detto

Nadia Toffa e la polemica sul web. Lei si giustifica.

Nadia non ci sta. La conduttrice tornerà in onda il 30 settembre a Le Iene e prima di quel giorno vuole placare qualsiasi tipo di discussione. Per giustificare la frase un po’ troppo contraddittoria e fuori luogo, la Toffa ha risposto così:

«Gli webeti proprio perché ebeti continuano a ridere della parola dono. Non ho mai sostenuto di essere fortunata ad avere il cancro. Sono pazza secondo voi? Probabilmente chi non capisce e ride per fortuna sua non è mai entrato in un reparto di oncologia pediatrica. I Bambini lì sorridono e ridono non perché felici ne’ perché si sentono fortunati di avere il cancro ma perché hanno spirito di sopravvivenza e sanno che la vita continua nonostante la malattia e così i loro genitori che sono con loro a sostenerli ogni giorno cercando di portargli allegria”.

E poi continua:

“Sono scemi? O si sono trovati in quella situazione e cercano di sopravvivere? Chiedetevelo davvero! Il cancro è un dono per loro? Avessero potuto scegliere cosa avrebbero deciso per i loro figli? Quel destino infame? Ne sono felici? O Provano solo a essere sereni per dare coraggio ai loro piccoli.Tra l’altro sono gli stessi psicologi e medici a dire che un atteggiamento positivo aiuta. Motivo per cui esiste la clownterapia».

Ma non è tutto

Nadia Toffa contro chi l’accusa di poca sensibilità. Ecco le sue parole.

Nadia è un fiume in piena. Non ci sta ad essere attaccata in questo modo e continua così il suo sfogo:

«Fin dall’esordio della mia malattia ho sestenuto che l’unica speranza che abbiamo contro il tumore è la medicina. Con radio e chemio…..uniche cure esistenti….Magari con la forza di volontà si potesse guarire…. non è ovviamente così ma di certo un atteggiamento positivo aiuta e questo lo dice la scienza non la sottoscritta. Dunque imparate a non giudicare e fatevi un giro negli ospedali o a casa dei malati oncologici. Non c’è un funerale in corso perché le persone sono ancora vive e sono felici di esserlo e così le persone che li assistono ovviamente, con dolore e strazio ma con resilienza. Non credo sia difficile provare A IMMEDESIMARSI”.

Infine aggiunge:

“Provateci anche per poco. Fate uno sforzo su. Forse forse riuscite a capire. Sono stata in zone di guerra…in Iraq per la precisione e dove esplodono le bombe i bambini giocano a pallone. E le mamme preparano il te. La vita è più forte e sono convinta che quei bambini che giocano non offendono i soldati e nemmeno quelle mamme che preparano da mangiare ai loro figli”.

Il caos che si è creato però non riesce a placarsi. Riuscirà a farsi perdonare dopo questa affermazione? Staremo a vedere nelle prossime settimane.