Orietta Berti Novella 2000 n. 10 2021

Orietta Berti: ‘A Osvaldo devo tutto. Insieme anche col Covid’

Orietta Berti si racconta a Novella prima della prossima avventura sanremese, e rievoca il Covid sottolineando la devozione al suo Osvaldo.

Prima di Sanremo

Tra le interviste salienti del nuovo numero di Novella 2000 che trovate attualmente in edicola, anche una lunga e piacevole chiacchierata con Orietta Berti. Il celebre Usignolo di Cavriago si prepara a calcare il palcoscenico dell’Ariston di Sanremo dopo quasi trent’anni di assenza. E il nostro Gabriele Lazzaro non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di captare dalla cara Orietta qualche retroscena sul suo Festival, la sua canzone e persino la sua voce.

Come fa a mantenere il timbro così cristallino dopo tanti anni di musica? Pare che prima di entrare in scena faccia il pieno di peperoncino e molliche di pane. “Per aprirmi la gola”, spiega, mastico pane e peperoncini: è come mangiare cortisone”, scherza.

Il brano col quale è stata ammessa in gara? Una canzone che rispecchierà perfettamente l’inconfondibile stile al quale ci ha sempre abituato, “con una linea melodica e un assolo orchestrale che sembra estrapolato da un concerto classico, dice.

E il look? Sorprendentemente, Orietta Berti sarà seguita dallo stesso stylist di Achille Lauro. Nicolò Cerioni collabora da tempo con lei, “Per cui sa cosa mi sta bene, come valorizzarmi”. E proprio Cerioni, dal suo profilo Instagram, ha offerto al pubblico una succulenta anteprima di cosa potremo vederle addosso.

 
 
 
 
 
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Al fianco di Osvaldo

A predominare la nostra intervista a Orietta Berti, però, è soprattutto il rapporto con l’adorato marito Osvaldo. A lui la cantante è devotamente grata, per averla sottratta ai vincoli di mercato quando rischiava di diventare preda delle etichette musicali, o per averle sempre consigliato bene cosa e come cantare.

“Mi ha aiutata a non piegarmi mai alle logiche del mercato discografico. È anche merito suo se sono rimasta quella di allora, nel lavoro e nella vita”.

Ripensando al loro primo incontro, si rivede tutta imbarazzata al suo cospetto.

“Eravamo alla fiera di Montecchio, in Emilia-Romagna. Mi tremava la voce, ero imbarazzata, ma mi piaceva parlargli. Ai tempi, andare con la corriera in queste situazioni era il massimo del divertimento. Ci vado ancora adesso, tutti gli anni, a fare un giretto. Forse per rivivere quel giorno…”

Sempre accanto a Osvaldo, Orietta non ha voluto lasciarlo neppure durante la malattia del Covid: ecco infatti cos’ha raccontato la Berti.

“Quando il Covid ci ha colpito è stato tremendo. La paura più grande? Restare sola, doverci separare. Abbiamo anche litigato con i medici che volevano ricoverarlo perché in condizioni più gravi delle mie. Ma noi abbiamo preferito restare a casa, con l’ossigeno e insieme”.

Orietta Berti: se mio figlio fosse gay

Spazio anche a un tema caldo come la lotta al pensiero omofobo, che nel suo piccolo Orietta Berti cercherà di combattere attraverso uno fra gli inediti contenuti nel suo prossimo album di best of post-sanremese.

“Abbattere la piaga dell’omofobia continua a essere necessario”, ammette. “C’è ancora troppa ignoranza. La strada purtroppo è lunga”.

Parole del genere, specie se provenienti dalla bocca di un’artista così iconica, fanno sempre bene alla comunità LGBT. E se uno dei suoi figli le rivelasse di amare una persona del suo stesso sesso, Orietta Berti è certa della reazione che avrebbe:

“Siamo nati per amare, non importa chi. Nessuno può né deve negarci questo diritto”.

Orietta Berti su Marcella Bella

Rivangando il passato, impossibile non tornare sulla disputa televisiva che qualche tempo fa, dagli studi di Ora o mai più, la vide attaccata da Marcella Bella. L’interprete di Montagne verdi l’aveva definita “una finta buonista”, e adesso che ha veramente l’occasione di farlo, Orietta Berti si toglie questo sassolino dalla scarpa:

“Il commento di Marcella lascia il tempo che trova. Vuol fare la sciura milanese, atteggiandosi a gran signora, ma dovrebbe ricordarsi che viene dalla Sicilia, da una famiglia povera come la mia. Stai un po’ calma, Marcella, non tutti hanno yacht lunghi come il tuo!”.

E una risata delle sue si rivela il sigillo perfetto dell’intera chiacchierata.

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