Regina Scarlet: “Libera di essere me stessa grazie all’arte del cosplay”
Indossare abiti e costumi per emulare i propri idoli: i personaggi di anime, fumetti e videogiochi. Ma soprattutto, fuggire, per un attimo, dal mondo reale e vivere in un universo parallelo, riscoprendo così la bellezza della vita e la possibilità di sognare
«Per me cosplay è prima di tutto libertà di esprimere se stessi, indipendentemente dal fatto che si sia donna, uomo o ci si riconosca in qualsiasi altra identità». Parola di Regina Scarlet, che ha fatto della passione per manga, anime, videogiochi, fumetti, giochi da tavolo e collezioni di action figure la sua principale attività lavorativa. Nel corso del tempo ha dato volto a innumerevoli alter ego, diventando una delle professioniste più popolari del settore: «Significa avere l’opportunità di raccontare una storia, incarnare un carattere, immedesimarmi, anche solo per qualche ora, in un universo diverso da quello reale». Una vera e propria forma d’arte che spinge a sentirsi a proprio agio nei panni di un eroe immaginario: «… senza temere il giudizio altrui». Da Harley Quinn ad Afrodite di Hades II, il suo catalogo di costumi è infinito e in continuo sviluppo, per essere sempre «libera di manifestare la propria femminilità in tutte le sue varie sfaccettature».
Può spiegarci cos’è il mondo cosplayer?
In parole semplici, è l’arte di impersonare un eroe della fantasia, non solo vestendone i panni, ma cercando di rappresentarne anche l’aspetto, il carattere e le emozioni. Parliamo di un ambiente estremamente creativo e variegato, dove convivono tante passioni e competenze diverse. C’è chi cuce, chi costruisce armature, chi è bravissimo ad acconciare parrucche, chi si dedica al make-up o alla fotografia. Ognuno mette in campo il proprio talento, rendendo l’intero processo una vera forma d’arte. Per me, il dettaglio più importante non è necessariamente saper creare un abito da zero, quanto riuscire a incarnare il soggetto scelto e trasmetterne l’essenza nel modo più autentico possibile.
Lo ritiene anche uno strumento per manifestare la sua emancipazione come donna?
Assolutamente sì, anche se qui il concetto va oltre il genere: parliamo innanzitutto dell’opportunità di esprimere se stessi, indipendentemente dall’identità in cui ci si riconosce. Come donna, però, sento che assume un valore particolare. Mi piace poter scegliere chi impersonare e come farlo, senza sentirmi obbligata a rispettare vincoli altrui. Posso decidere di essere combattiva, altera, ironica, provocante, cattiva o dolce. È vitale sapersi manifestare nelle proprie innumerevoli sfaccettature, senza porsi limiti.
Quando e come si è avvicinata a questo universo?
Quasi per caso. Avevo sedici anni e una mia amica mi propose di andare con lei a Lucca Comics & Games (edizione 2009, ndr). In quell’occasione mi vestii da Selene, la protagonista del film Underworld. Non la considero la mia prima vera interpretazione, ma sicuramente è stato il primo contatto con questa realtà e il momento in cui ho capito quanto fosse speciale.
Il servizio completo su Regina Scarlet, di Fabrizio Ponciroli, sul numero di Novella 2000 in edicola.
Per avere la vostra copia digitale in promo cliccate QUI.
Per la app di Novella 2000 QUI per Apple Store e QUI per Google Play