Rossella Bentivoglio, diario di una rinascita
L’imprenditrice di Bacoli racconta, tra mare e memoria, nel suo “Quando un grande dolore…” l’uscita dalla depressione attraverso l’amore, la solidarietà e l’impegno umano
Di Maridì Vicedomini
Rossella Bentivoglio, un’imprenditrice doc venuta dal mare, dal cuore nobile e generoso. Nata e cresciuta nel suggestivo Parco Archeologico di Bacoli, Rossella ha acquisito dalla sua terra l’amore per la natura, dal mare blu e cristallino alla macchia verde mediterranea ai siti storici ricchi di fascino e di mistero.
Alla sua prima esperienza come scrittrice, questa “sirena” dagli occhi azzurri e i capelli biondi che “anima” quotidianamente, con il suo entusiasmo prorompente, il suggestivo “Schiacchetiello” e il piccolo promontorio di Punta Pennata a ridosso del mare, ha redatto un libro denso di umanità dal titolo Quando un grande dolore…
Una sorta di autobiografia che rispecchia i suoi mutevoli stati d’animo, i sentimenti, la sua indubbia sensibilità verso le miserie umane.
Rossella, perché questo titolo?
Tutto nasce da un periodo di buio, di depressione che ho attraversato qualche anno fa. Durante l’oscurità, ogni tanto mettevo su carta i miei pensieri e anche tanti ricordi legati a una persona a me molto cara, mio fratello di adozione, marito di una delle mie sorelle. Lui era di origine palestinese, si chiamava Amedeo ed ha vissuto 30 anni nella nostra casa.
A quell’epoca io ero una bambina e da subito ebbi modo di erudirmi sulla questione palestinese, andando a visitare anche i luoghi dove era cresciuto, la Giordania, ascoltando la sua lingua e apprendendo le usanze e i costumi del popolo cui apparteneva quali la religione musulmana e la pratica del Ramadan.
Nonostante la separazione da mia sorella, il mio rapporto con Amedeo continuò per un lungo periodo, fino alla sua scomparsa. Ebbi modo di incontrare anche tanti suoi amici e parenti rifugiati in Italia fino a che avvenne un evento che segnò tutta la mia vita: conobbi due bambine della Striscia di Gaza che, dopo lo scoppio della guerra con Israele nel 2023, persero tutti i loro averi e si rifugiarono a Sfax, in Tunisia.
Com’è avvenuto l’incontro con le piccole?
Purtroppo solo attraverso video-chiamate anche se spero di incontrarle presto dal vivo. Quando posso invio loro cibo vestiti, giocattoli.
Un giorno mi hanno inviato un disegno che raffigurava due brocche d’acqua; l’acqua che scendeva dalla prima brocca spegneva un incendio, mentre quella che sgorgava dalla seconda serviva a fare sbocciare un fiore.
Chiesi alle due bambine cosa rappresentasse quel disegno e mi risposero che la prima brocca serviva a spegnere le fiamme della guerra mentre l’altra raffigurava Rossella, io, che con la mia affettuosità e vicinanza aveva fatto rinascere l’amore, la gioia, la speranza nei loro cuori.
Un gesto che suscitò in me grande emozione al punto che decisi di scrivere un libro autobiografico in cui avrei raccontato che la mia rinascita, dopo un periodo oscuro, era scaturita dal desiderio e dalla gioia di dare amore a tutti i sofferenti e gli emarginati della società, vittime di ingiustizie morali e fisiche. Accanto a ciò, da rilevare anche l’into di sensibilizzare l’opinione pubblica verso le conseguenze di guerre cruenti ed ingiuste.
Rossella, lei ha avuto un’infanzia felice, a contatto con la natura.
Io sono una bacolese verace e il mare è sempre stato il leit motiv della mia vita. Fin da bambina, amavo rifugiarmi sul mio isolotto dove trascorrevo ore a contatto con i piccoli abitanti del mare, dalle stelle di mare ai cavallucci marini.
Poi, all’improvviso, qualcosa cambiò… arrivò la depressione! Vedevo il mare, ma lo guardavo con sguardo assente, lo stesso con cui miravo il sole e le stelle e soprattutto la mia splendida figlia Lucrezia.
La depressione è tristezza, è morte dell’anima e del corpo venendo meno qualunque capacità reattiva.
Il suo angelo custode durante questa parentesi buia?
Babbuccio, ovvero il mio papà che mi stava costantemente vicino in assoluto silenzio, rispettando la mia malattia.
E poi un giorno ritornò a splendere il sole…
All’improvviso. Una mattina mi svegliai e ritornai alla vita. Mi affacciai dal balcone e vidi in lontananza mio padre che stava coltivando la terra e lo chiamai con la tenerezza di sempre e lui mi rispose con un sorriso illuminante, pieno di gioia.
Oggi lei è un’imprenditrice molto apprezzata.
Sì, gestisco il beach club “Punta Pennadio Lido” che si articola in più terrazzamenti degradanti verso il mare, ognuno dotato di una piscina e attrezzature balneari con un lounge bar e un ristorante, “La Bolliera”, in cui proponiamo piatti tipici di pesce leggermente rivisitati in linea con le nuove tendenze.
Per non parlare della zona termale all’interno del complesso balneare, dotata sia di vasche idromassaggio con acqua termale che scaturisce da una fonte di una grotta sottostante sia di box di saune finlandesi.
Lei è anche titolare di “Pennadio Rooms”.
Sei camere dotate di ogni comfort, arredate con le sfumature del mare e con il giallo, simbolo di solarità e di energia positiva.
Il segreto del suo successo?
La positività, l’empatia, l’entusiasmo.
Cosa si augura per il mondo?
La felicità, che come dice Roberto Benigni, alberga in un angolo nascosto in ognuno di noi….. Basta cercarla!
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