Sanremo 2026 – Sal Da Vinci: “Per sempre sì da tre generazioni”
di Barbara Carere Sal Da Vinci: alla scoperta della vita privata e della carriera di un artista che ha saputo…
di Barbara Carere
Sal Da Vinci: alla scoperta della vita privata e della carriera di un artista che ha saputo reinventarsi, tra grandi successi discografici e il ritorno attesissimo sul palco più importante d’Italia
Sal Da Vinci, nome d’arte di Salvatore Michael Sorrentino, nasce a New York nel 1969. Luogo insolito per un artista profondamente legato a Napoli, ma il motivo è presto detto: quell’anno suo padre, Mario Da Vinci, celebre cantante e attore della sceneggiata napoletana, si trovava negli USA in tournée per aprire i concerti di Domenico Modugno. Sal nasce durante quell’esperienza americana e rientra pochi mesi dopo a Napoli, città che segnerà per sempre la sua identità artistica. Figlio d’arte, cresce respirando teatro e musica. Fin da bambino calca i palcoscenici accanto al padre, diventando ben presto un piccolo fenomeno. Debutta ufficialmente a soli 6 anni e nel 1976 incide il suo primo brano, Miracolo ’e Natale, in duetto con papà Mario. La stampa dell’epoca lo definisce enfant prodige.
Sal Da Vinci: il successo tra musica, teatro e hit virali
Negli anni ’90 consolida la sua carriera solista, dimostrando un talento capace di fondere tradizione napoletana e pop moderno. Il successo arriva con brani come Vera, che nel 1994 vince il Festival Italiano, e con la partecipazione al Festival di Sanremo 2009, dove conquista il terzo posto con Non riesco a farti innamorare. In parallelo alla musica, Sal Da Vinci coltiva quello che lui stesso definisce il suo primo grande amore: il teatro. Dagli anni 2000 è protagonista di musical di enorme successo come C’era una volta… Scugnizzi di Claudio Mattone. Seguono spettacoli firmati o ideati da lui come Stelle a metà (da un’idea di Alessandro Siani), Masaniello Revolution, La fabbrica dei sogni e molti altri. Un vero istrione, sempre in movimento, sempre a progettare, costruire e reinventarsi. La sua carriera non è stata sempre lineare: talvolta tortuosa, spesso ingiusta. Forse avrebbe meritato palcoscenici ancora più grandi, ma la vita dell’artista è fatta di alti e bassi. Sal, però, non si è mai arreso, perché — come dice una frase della sua celebre canzone Il mercante di stelle — “Basta dare tutto quel che ho”. E lui, alla musica, ha sempre dato tutto se stesso. Due anni fa, poi, la rinascita clamorosa: Rossetto e caffè diventa un fenomeno virale, conquistando due dischi di platino. Il brano è anche presentato al Festival di Sanremo, dove Sal è ospite della quarta serata, quella delle cover, esibendosi insieme ai The Kolors. A maggio esce il singolo L’amore e tu, che diventa rapidamente una hit e ad agosto viene annunciato il suo ingresso nella scuderia di Warner Music Italy.
Il ritorno all’Ariston e l’amore per la famiglia
Non solo musica e teatro: Sal Da Vinci dimostra la sua sensibilità artistica anche in televisione, diventando coach di Io Canto Family, condotto su Canale 5 da Michelle Hunziker. La perseveranza e la fedeltà ai propri sogni lo riporteranno quest’anno ancora una volta sul palco dell’Ariston. Dopo l’annuncio di Carlo Conti, Sal definisce la sua nuova partecipazione a Sanremo «una gioia irrefrenabile», un sogno che si realizza dopo tanto tempo. L’emozione esplode anche in famiglia, tra abbracci, lacrime e festa. Ed è proprio la famiglia il suo punto fermo. Accanto a lui da 33 anni Paola Pugliese, sua moglie. Una presenza costante e silenziosa: perché accanto a un grande uomo c’è sempre una grandissima donna. Hanno due figli: Francesco (nato nel 1993), sposato con Riccarda Ambrosio e padre di Salvatore (7 anni) e Nina (2 anni) e Annachiara (nata nel 1998), sposata con il calciatore Salvatore Santoro e mamma del piccolo Antonio (2 anni). Sal è un nonno orgoglioso, che nei nipoti ha trovato una nuova fonte di energia e amore. Li definisce «la mia canzone più bella» e «la mia vita», ricordando spesso che «i figli si amano, ma i nipoti si adorano». La famiglia lo ha sempre seguito in tournée, proprio come suo padre faceva con lui. Non a caso Francesco, inizialmente avviato al calcio, ha scelto di dedicarsi alla musica, esibendosi spesso accanto al padre ai concerti e programmi tv. Quest’anno firma anche, insieme a importanti autori come Federica Abbate, Alessandro La Cava, Merk & Kremont e Itaca, Per sempre sì, proprio il brano che Sal presenterà a Sanremo. Napoli intera è in fermento: da Vomero e Posillipo a Chiaia, dove vive, ai quartieri più popolari di Stella, San Ferdinando, San Carlo all’Arena, tutti tifano per lo “scugnizzo strappalacrime”, simbolo di una città autentica, fatta di cuore, cortesia, melodia e dignità. Una Napoli non ostentata, non stereotipata, ma vera – proprio come lui. Sal Da Vinci torna a Sanremo per mettersi in gioco, per vivere emozioni intense e per raccontare una nuova fase artistica. I fan lo sognano vincitore, ma al di là dei premi resta il valore umano di un artista che ha fatto della perseveranza la sua arma più forte. Come recita in una delle sue canzoni più rappresentative, Di istinto e di cuore, «Io sono quello che vedi, non c’è ipocrisia. Se sono ancora qui in piedi è per la voglia mia di non arrendermi e di sorridere a chi mi giudica». In bocca al lupo, Sal.
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