Il Festival di Sanremo 2026 ritrova il poco ritmo con le imitazioni, ma la gestione degli ospiti internazionali divide il pubblico e i social

 

La terza serata di Sanremo 2026 segna un cambio di passo decisivo, virando con decisione sull’intrattenimento puro e sulla forza della memoria collettiva. Dal punto di vista della scrittura televisiva, l’innesto della comicità ha garantito una fluidità maggiore rispetto alle precedenti uscite. Ubaldo Pantani si conferma un fuoriclasse del trasformismo: la sua versione di Lapo Elkann ha dominato la scena, superata solo da una carrellata di personaggi che spaziano da Spalletti a un irresistibile Giordano. Non da meno Vincenzo De Lucia, capace di sdoppiarsi in Laura Pausini e in una Maria De Filippi tagliente.

La gestione dei super ospiti e il caso Irina Shayk

Il contrasto tra gli ospiti internazionali è stato netto. Se Alicia Keys ha regalato un momento di altissimo profilo tecnico ed emotivo, duettando in italiano con Eros Ramazzotti sulle note de L’Aurora (che festeggia i 40 anni dalla vittoria di Adesso Tu), la gestione di Irina Shayk ha sollevato perplessità. La top model, nonostante il carisma, è stata relegata a un ruolo di puro ornamento, culminato in una giravolta richiesta da Carlo Conti che ha scatenato polemiche sui social. Un’occasione sprecata per valorizzare una figura che, oltre all’estetica, vanta una storia di riscatto personale non indifferente.

I momenti chiave tra impegno sociale e lacrime vere

La scaletta ha toccato vette di profonda umanità. Il premio alla carriera a Mogol, prossimo ai 90 anni, è stato un tributo necessario a chi ha scritto il DNA della musica italiana. L’emozione è stata il filo conduttore anche per Sal Da Vinci, il cui brano è già un tormentone virale: la sua reazione post-esibizione testimonia quanto la pressione di Sanremo resti unica. Notevoli gli interventi sociali: dal messaggio di Conti contro la violenza di genere al potente “non si molla” di Paolo Sarullo, giovane tetraplegico vittima di criminalità. Mentre The Kolors e Max Pezzali trasformano l’Ariston in una discoteca a cielo aperto, restano le sbavature di Eddie Brock e un’uscita incerta per Belen, segnali di un’emozione che solo il palco ligure sa trasmettere.

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