Barbara Fabbroni Scuola di Seduzione n. 24 Novella 2000 2019

A Scuola di Seduzione con Barbara Fabbroni: il potere del coming out

Barbara Fabbroni sul potere mediatico del coming out di star come Marco Carta o Naike Rivelli nel nuovo appuntamento con Scuola di Seduzione.

Il coming out, pubblica rivelazione del proprio orientamento sessuale, ha ancora un valore liberatorio alla fine di un nobile percorso di maturazione dell’identità personale? È quanto si chiede Barbara Fabbroni nell’ultimo numero di Novella 2000 e nella rubrica Scuola di Seduzione.

La psicologa che collabora con il nostro settimanale ha analizzato diversi casi di “uscita allo scoperto” fra le star del mondo dello spettacolo italiano. A cominciare da Marco Carta, che ha scelto di rivelarsi di fronte alle telecamere, passando per quella forza della natura di Naike Rivelli e arrivando al caso di Mahmood. Quest’ultimo, diversamente dagli altri, ha parlato del coming out come un atto sorpassato e utile soltanto a creare attenzione mediatica. Ma è proprio così?

È quel che cerca di scoprire Barbara Fabbroni nella rubrica di Novella 2000 Scuola di Seduzione, della quale vi proponiamo alcuni significativi estratti.

Scuola di Seduzione, Barbara Fabbroni sul coming out: “Articolata e difficile decisione”

“Coming out, cioè la dichiarazione pubblica della propria omosessualità, è un aspetto molto articolato e di difficile decisione. È soprattutto un percorso del tutto personale: nessuno può imporre all’altro di fare un passo così significativo per la sua vita.

Dobbiamo prima di tutto comprendere che il coming out non vuol dire semplicemente dichiarare ‘sono gay’, sarebbe un po’ semplicistico. In fondo nessuno dichiara ‘sono etero’. Non credete? Oppure si acquista fascino nel momento in cui si dice al mondo che non siamo attratti dall’altro sesso, ma dai maschietti (se si è un maschietto) o dalle femminucce (se si è una femminuccia)?

Senza dubbio i gay hanno un fascino tutto loro. E sono splendidi amici per le donne… Il cantante del momento, Mahmood, che in un’intervista ha dichiarato: ‘Fare coming out non serve a nulla, se non a far parlare di sé’.

Lui, vincitore di Sanremo, secondo arrivato, ma vero trionfatore, all’Eurovision Song Contest in Israele, avvistato in compagnia di un uomo, nulla ha mai detto sulle voci che puntualmente etichettano il suo orientamento sessuale…

Ha anche aggiunto: ‘Andare in tv da Barbara d’Urso per raccontare la propria omosessualità mi sembra imbarazzante: così si torna indietro di 50 anni’. Scacco matto, capitolo chiuso.

Il caso di Naike Rivelli, Cynthia Nixon e Daniel Newman: giusto rivelare con chi si va a letto?

Apertissimo invece il capitolo’ di Naike Rivelli, figlia bellissima, della bellissima Ornella Muti: mamma di un ragazzo di 22 anni nato da una breve relazione, Naike ha più volte dichiarato di essere bisex. Ama le donne, ma ama anche gli uomini. Innamorata dell’amore, insomma.

Ma per una Naike ‘fluid’ (come si chiamano oggi i bisex, appunto), ce ne sono tanti che negli ultimi anni si sono detti gay, creando grande clamore mediatico.

Cynthia Nixon, strepitosa Miranda di Sex and the City, prima ha fatto coming out come bisessuale, poi ha detto di essere lesbica. Daniel Newman ha fatto coming out a marzo 2017: in un toccante video su YouTube l’attore ha raccontato di come l’incontro con una ragazza senza tetto in un centro d’accoglienza gli ha fatto cambiare idea sul nascondersi. Le visualizzazioni sono state infinite! Gli esempi sono infiniti.

Ma perché si ha l’esigenza di raccontare a tutti con chi si fa l’amore? A volte sembra quasi una modalità per sorprendere, imponendo la propria identità. Sapere che Marco Carta ha dichiarato di amare un uomo può aiutare tanti giovani ad accettarsi.

L’aspetto importante è non farsi travolgere da questa ‘moda’ dichiarativa, essere certi di sé. Non scordarsi che in ballo c’è la propria identità, cosa molto più seria di far sapere con chi si va a letto”.

Novella 2000 © riproduzione riservata.