L’Epifania porta gelo e nevicate abbondanti su gran parte della Penisola costringendo molti sindaci a firmare ordinanze urgenti per la chiusura degli istituti

L’ondata di gelo che ha colpito l’Italia durante l’Epifania sta trasformando il ritorno a scuola in un vero e proprio percorso a ostacoli per migliaia di studenti. Le nevicate abbondanti hanno imbiancato le regioni del Centro-Nord mentre piogge torrenziali hanno flagellato il Lazio causando esondazioni preoccupanti come quella del fiume Aniene a Roma. Davanti a scenari di viabilità compromessa e temperature in picchiata molti amministratori locali hanno preferito la prudenza disponendo la chiusura dei plessi per mercoledì 7 gennaio 2026.

La situazione critica tra Toscana ed Emilia-Romagna

In Toscana la neve ha colpito duramente le zone interne e collinari portando i sindaci di Volterra e Montecatini Val di Cecina a sospendere immediatamente le lezioni. Anche nell’area fiorentina si registrano stop importanti nei comuni di Marradi e Palazzuolo sul Senio mentre a Castelfiorentino un guasto alla centrale elettrica ha fermato l’istituto Enriques. Spostandosi in Emilia-Romagna la Romagna appare la zona più colpita con chiusure diffuse a Forlì, Imola e in numerosi comuni del riminese come Morciano di Romagna e Novafeltria.

Disagi nelle Marche e allerta nel Lazio

Le Marche affrontano ore difficili con la neve che ha raggiunto persino le coste della provincia di Pesaro Urbino rendendo impraticabili molte arterie secondarie. I comuni di Urbino, Fermignano e Fossombrone hanno confermato il rinvio del rientro tra i banchi così come numerose località nell’entroterra maceratese e fermano. Nel Lazio la situazione è monitorata costantemente soprattutto nel frusinate dove i sindaci di Frosinone e Ceccano hanno già firmato le ordinanze di chiusura per motivi di sicurezza.

Retroscena e fake news nella Capitale

Un caso particolare riguarda la città di Roma dove nel pomeriggio del 6 gennaio sono circolate false ordinanze che annunciavano la chiusura totale delle scuole. Il Campidoglio ha prontamente smentito queste notizie confermando che nella Capitale le lezioni si svolgeranno regolarmente nonostante i forti disagi causati dagli allagamenti. Al contrario il sindaco di Trieste ha deciso di fermare le attività didattiche a causa della combinazione tra neve e forti raffiche di bora che rendono pericolosi gli spostamenti.

Il monitoraggio per le prossime ore

Le autorità locali e la Protezione Civile continuano a seguire l’evoluzione dei modelli meteorologici poiché il rischio di gelicidio sulle strade rimane altissimo durante la notte. Gli esperti consigliano alle famiglie di consultare i siti istituzionali dei propri comuni per verificare eventuali aggiornamenti dell’ultimo minuto emanati nelle prime ore del mattino. Il rientro in classe dopo le festività natalizie avverrà dunque a macchia di leopardo in attesa che questa intensa perturbazione abbandoni finalmente il territorio nazionale.

Dario Lessa