Stefano Accorsi: dall’educazione del figlio cameriere al successo travolgente

 

 

L’attore, ha recentemente condiviso riflessioni profonde sulla sua vita privata e professionale in un’ampia intervista rilasciata al Corriere della Sera. A 54 anni, Stefano Accorsi si divide tra il grande schermo, con il nuovo film di Gabriele Muccino Le cose non dette, e il palcoscenico teatrale. Tuttavia, il ruolo che sembra stargli più a cuore è quello di padre. Con quattro figli di età compresa tra i 5 e i 19 anni, Accorsi sottolinea l’importanza di essere un esempio concreto, lontano dai riflettori della celebrità.

Orlando, il primogenito avuto da Laetitia Casta

Uno dei passaggi più significativi riguarda Orlando, il primogenito avuto da Laetitia Casta. Nonostante il cognome importante, il giovane studia all’università e, contemporaneamente, lavora come cameriere in un ristorante italiano a Parigi. Accorsi rivendica con orgoglio questa scelta educativa, spiegando che imparare il valore del guadagno è fondamentale per l’emancipazione. L’attore ha ricordato i suoi trascorsi come bagnino, un’esperienza che considera formativa e che intende tramandare anche ai fratelli più piccoli, convinto che ognuno debba avere le proprie responsabilità domestiche e lavorative.

Dalle stelle alla caduta: il delirio di onnipotenza agli esordi

Il racconto si sposta poi sulla gestione del successo, arrivato in modo travolgente sin da giovanissimo. Dopo il debutto con Pupi Avati e la popolarità immediata dello spot Maxibon, Accorsi ha inanellato una serie di pellicole cult come Radiofreccia e L’ultimo bacio. Questo periodo d’oro lo portò a un eccesso di autostima: l’attore confessa candidamente di aver vissuto un momento di tale euforia da arrivare a dire “sono Dio”.

 

Quella sensazione di infallibilità, dove ogni progetto sembrava trasformarsi in oro, si è però rivelata un’arma a doppio taglio. Accorsi descrive quel periodo come una fase “onnipotente” che lo ha portato inevitabilmente a scontrarsi con la realtà. Lo stress derivante dalle aspettative del pubblico e la pressione di non poter più osservare il mondo perché costantemente osservato dagli altri lo hanno segnato profondamente. Oggi, grazie anche alla stabilità trovata accanto alla moglie Bianca Vitali, l’attore ha imparato a relativizzare il fallimento, abbandonando il perfezionismo tossico per godersi un amore solido e una carriera più consapevole.

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