Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana: cosa c’è davvero dietro la decisione
Stefano Gabbana ha deciso di lasciare la presidenza di Dolce&Gabbana. Il motivo dietro questa decisione e i cambiamenti per la maison.
Stefano Gabbana ha deciso di dimettersi dalla presidenza dell’azienda di moda Dolce&Gabbana. Una decisione che arriva in u momento di difficoltà economica per il famoso marchio e che porterà sicuramente dei cambiamenti all’interno della maison.
Stefano Gabbana rassegna le dimissioni: ha lasciato la presidenza di Dolce&Gabbana
Stefano Gabbana si è dimesso dal suo ruolo di presidente dell’azienda di moda famosissima Dolce&Gabbana, che ha fondato nel 1985 insieme a Domenico Dolce. L’incarico è stato rilevato da Alfonso Dolce, fratello di Domenico e amministratore delegato dell’azienda. In realtà, le dimissioni di Gabbana sono avvenute a dicembre e Alfonso Dolce aveva rilevato il suo incarico a gennaio. La notizia, però, è stata data solo adesso da Bloomberg, e riportata dai vari quotidiani.
La decisione di Stefano Gabbana di dimettersi dal ruolo di presidente arriva in un momento di difficoltà economica per il famoso marchio di moda. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la maison starebbe negoziando la gestione di 450 milioni di euro di debiti. Una crisi già molto delicata, che pare sia peggiorata notevolmente con l’inizio della guerra in Medio Oriente.
Dimissioni di Stefano Gabbana: nuovi scenari
Dolce&Gabbana entra in una fase in cui la parte creativa e la gestione del rischio non coincidono più. Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono sempre stati definiti come la fonte creativa e stilistica della casa di moda e le dimissioni dalla presidenza non sono un caso, perché significa che la catena di comando subirà non pochi cambiamenti. Bisogna, però, sottolineare che, nonostante si sia dimesso dalla presidenza, Stefano Gabbana resta importante dal punto di vista creativo. Quindi, cosa può accadere adesso alla maison?
Potrebbe entrare in gioco un socio di minoranza, ma nella peggiore delle ipotesi potrebbe esserci una cessione più ampia di quote se il debito resterà invariato. Il periodo storico che stiamo vivendo non è d’aiuto e il lusso sta subendo una forte perdita. Si tratta sicuramente di un segnale forte per il made in Italy, che non sta affrontando un momento particolarmente positivo. Per gli amanti del lusso, constatare che questi due nomi apparentemente indivisibili siano realmente stati separati, fa pensare a un punto di rottura, a un cambiamento che potrebbe segnare l’inizio della fine oppure una semplice “ristrutturazione” del marchio per creare qualcosa di nuovo.