Studio Resente Novella 2000 n. 5 2021

Studio Resente: recuperiamo i migliori valori dopo il Covid

Approfittiamo della speranza infusa dalle vaccinazioni per riflettere su come cambiare noi stessi dopo il Covid: recuperiamo orgoglio, correttezza, dignità e rispetto.

Finalmente è partita la vaccinazione, che dovrà debellare la pandemia. Si risolverà, forse, lo sviluppo di nuovi contagi e gradatamente si potrà riprendere la vita normale. Ma sono tanti i problemi che restano da affrontare, e soprattutto cerchiamo di dare una svolta per una società migliore, vera e onesta.

Visto la continua reclusione, forse prima avendo una vita più frenetica e sicuramente più mondana non l’avevamo compreso. Ci siamo resi conto come certi concetti come orgoglio, correttezza, dignità e rispetto siano venuti meno.

Uno dei miei grandi desideri è che noi riusciamo ad uscire da questa pandemia diversi, ridando a questi sostantivi il loro giusto senso.

Al primo posto metterei l’orgoglio, l’orgoglio di essere italiani! Abbiamo accettato per anni che ci depauperassero delle nostre aziende e marchi. Una cosa inconcepibile e assurda. Quante aziende sono state acquisite da investitori e imprese estere… In alcuni casi solo per eliminare concorrenti o per copiare. Basta, poniamo dei limiti come fanno gli altri Stati. Proteggiamo le nostre aziende, non facciamoci prendere in giro.

Nessuno deve permettersi di cercare di imitare le nostre eccellenze alimentari come il parmigiano reggiano o il prosciutto crudo. Rappresentano un processo di ricerca e qualità, e racchiudono il nostro Paese in tutti i sensi.

Pretendiamo che chi ci rappresenta difenda i nostri prodotti, invece di pensare solo alle logiche politiche e di potere. E pretendiamo che queste persone non agiscano per interessi personali. Non è possibile che anche in questa pandemia più di qualcuno se ne sia approfittato, e soprattutto non dia le corrette e rispettose risposte ai cittadini.

Io attendo ancora dal commissario straordinario Arcuri delle risposte. Ma non dobbiamo più permettere che i dirigenti pubblici e i politici non rispondano: lo devono fare assolutamente, perché dipendono o sono stati eletti da noi. Dobbiamo iniziare a non accettare più alcuna scorrettezza, a non perdonare. Lo dobbiamo per noi stessi!

Dall’orgoglio alla dignità

Ecco allora che tutto questo richiede la correttezza, intesa anche come trasparenza. Ma in tutto, compresa la TV, basta con autori e presentatori che falsificano la realtà o che con montaggi ad arte manipolano le situazioni.

Ritorniamo ad una televisione fatta di artisti e non di persone che si permettono solo di giudicare, che dovrebbero solo tacere guardando il loro passato.

Un Grande Fratello che sembra Stasera si recita a soggetto di Pirandello, con gli autori che chiamano continuamente nel confessionale i VIP e dove tutto viene incentrato su Tommaso Zorzi, simpatico, estroverso e intelligente e vincitore prescelto, per il quale si scomoda addirittura una star come Maria De Filippi.

E anche lei, per alcuni critici d’alto bordo, ha le sue colpe con i suoi programmi dove per certi spazi di va avanti sullo scontro tra una Tina e una Gemma. Ma chi sono? E poi, ogni anno le stesse trasmissioni (riconfermate da share che vanno oltre al 30 per cento): Tu si che vales, C’è posta per te, Amici! E noi chiusi in casa dall’ennesimo Dpcm, che dobbiamo sorbircele!

Ma dove sono finiti gli stupendi show del sabato sera? Ricordiamo la professionalità di un Corrado, di una Raffaella Carrà. Vediamo anche lo scandalo Genovese, tante colpe ma anche una semplice considerazione: il ruolo della famiglia. Le famiglie devono trasmettere i veri valori, far capire l’importanza degli stessi e far comprendere il concetto di dignità.

Per un’Italia migliore

Dignità per cui uno non si deve vendere, ma anche la dignità del politico che non deve illudere o tradire. Purtroppo, negli ultimi anni abbiamo visto troppi scandali che poi sono andati nel dimenticatoio!

Pensiamo allo scandalo del Mose a Venezia: quanti hanno mangiato e quanti hanno ricevuto contributi o sponsorizzazioni? Ma perché per un lavoro fatto con soldi pubblici, qualcuno ha ricevuto contribut? Questi per primi avrebbero dovuto restituirli. Sarebbe bello che i grandi quotidiani riportassero bene che fine hanno fatto i vari inquisiti: soldi ricevuti e nessuno paga.

Basta con questa Italia, voglio un’Italia migliore e con una giustizia che lavora per i cittadini!

Dignità nella classe politica. Tutti: dal sindaco del piccolo paese al presidente del Consiglio. Dignità intesa come impegno di lavorare per i cittadini e per rendere grande il nostro Paese. Non si devono accettare accordi che sminuiscano il nostro ruolo. Sappiamo comprendere e valutare, non dobbiamo più subire!

E la dignità implica che chi sbaglia deve subito dimettersi e rispondere. E qui diventa importante il ruolo della giustizia, completamente apartitica: basta con magistrati che poi si candidano! Una giustizia severa con chi tradisce i cittadini. Troppi sono i casi in cui nessuno è stato condannato o per prescrizione o altro…

E veniamo al rispetto…

Tutto questo implica il rispetto! Un valore troppo dimenticato, ma che ha molti risvolti e significati. Io ho avuto la fortuna – e ogni giorno me ne rendo sempre di più conto – di aver avuto due grandi genitori che mi hanno insegnato il saper vivere, l’educazione e il rispetto.

Rispetto in famiglia, rispetto nei luoghi di lavoro, rispetto per le persone più grandi. Adesso i ragazzini danno subito del tu a tutti, e questo non è importante tanto per la forma, ma per quello che rappresenta.

Le regole sono importanti non per limitare, ma per far crescere! E se noi abbiamo dentro questo valore, sicuramente diventeremo una società migliore. Per questo dobbiamo pretenderlo da chi ci governa, pur capendo il momento. Non possiamo continuare a vivere sulla base di promesse immediatamente disattese!

Troppe ne abbiamo sentite dal caro Conte. Alla fine abbiamo trascorso un anno senza prospettive, con bellissime conferenze stampa che se andiamo a risentirle scopriamo subito che sono state per lo più parole, forse scritte dal suo portavoce Casalino, ma che poi non hanno trovato riscontro nei fatti e nelle decisioni successive.

Per non parlare dei ristori e dei bonus, oppure dei finanziamenti garantiti, che trasformano le perdite in debiti.

Paura del futuro

Tutti sono terrorizzati da quello che succederà quando le imprese potranno licenziare e quando finirà la moratoria sui prestiti. Grandi proclami, ma poi i numeri?

Pensiamo solo che per godere di alcuni incentivi collegati all’occupazione si pretende la regolarità contributiva. Ma come? Se dai un bonus perché l’azienda è in crisi (chiusa) come fai a pretendere che versi i contributi? Ma dove li trova i soldi?

Caro Conte, vuoi continuare a fare il Presidente del Consiglio? Allora inizia a essere sincero e rispettoso. Racconta anche il tuo momento di difficoltà, si comprende anche perché più confusione di così non ci potrebbe essere. Cambia le strategie che finora non hanno funzionato, e soprattutto affidati a persone più competenti e che vivono la realtà. Non burocrati o imprenditori che non vivono nel nostro Paese…

Inizia a dire cose concrete che sai bene di poter dare, non raccontare illusioni che sono peggio! Questo è il rispetto e se ti rendi conto di non farcela più, dimettiti: avrai la nostra comprensione!

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