Tensione a Minneapolis: agente dell’Ice spara ancora e ferisce un immigrato venezuelano
Un nuovo episodio di sangue scuote le strade della città americana: l’agenzia per l’immigrazione finisce ancora sotto la lente della…
Un nuovo episodio di sangue scuote le strade della città americana: l’agenzia per l’immigrazione finisce ancora sotto la lente della cronaca
La città di Minneapolis si ritrova nuovamente immersa in un clima di forte tensione. Un agente dell’Immigration and Customs Enforcement ha aperto ancora il fuoco. L’episodio si è verificato durante un normale controllo stradale quando l’ufficiale ha intimato l’alt a un uomo che viaggiava a bordo della propria vettura. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità competenti, il soggetto fermato avrebbe reagito con estrema violenza al tentativo di identificazione da parte degli agenti federali.
L’agente ha sparato alla gamba
L’uomo coinvolto nello scontro è un cittadino di origini venezuelane che risulta attualmente privo di un regolare permesso di soggiorno sul suolo degli Stati Uniti. La dinamica dell’incidente suggerisce che il sospettato abbia impugnato una pala e un manico di scopa per scagliarsi contro il rappresentante delle forze dell’ordine. Davanti alla minaccia immediata di un’aggressione fisica, l’agente dell’Ice ha deciso di utilizzare l’arma d’ordinanza colpendo l’individuo direttamente a una gamba.
I soccorritori hanno trasportato d’urgenza il ferito presso il più vicino ospedale cittadino dove i medici hanno subito escluso il pericolo di vita imminente. Nonostante le condizioni stabili della vittima, l’episodio ha immediatamente riacceso il dibattito pubblico sull’operato dell’agenzia anti-immigrazione e sull’uso della forza durante gli arresti. Molti residenti della zona manifestano preoccupazione per la frequenza con cui si verificano questi scontri armati tra civili e forze dell’ordine federali.
Il contesto in cui matura questo nuovo fatto di cronaca appare particolarmente delicato a causa di un precedente tragico avvenuto soltanto pochi giorni fa. Lo scorso 7 gennaio, infatti, un altro membro dell’Ice aveva ucciso la trentasettenne Renee Good in circostanze che sono ancora oggetto di approfondite indagini. La sovrapposizione temporale di questi due eventi ha trasformato Minneapolis in un vero epicentro di polemiche riguardanti la sicurezza pubblica e i diritti umani.
Gli inquirenti stanno ora analizzando ogni dettaglio della scena del crimine per confermare se la reazione dell’agente sia stata effettivamente proporzionata alla minaccia ricevuta. Nel frattempo, i gruppi locali di attivisti chiedono maggiore trasparenza sulle procedure di ingaggio utilizzate dai reparti dell’Immigration and Customs Enforcement durante i controlli.
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