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Trevor Noah: l’ultimo walzer ai Grammy Awards 2026 per il gran finale
Il comico sudafricano Trevor Noah, chiude un’era alla guida degli Oscar della musica, raddoppiando l’impegno come produttore esecutivo C’è un’eleganza…
Il comico sudafricano Trevor Noah, chiude un’era alla guida degli Oscar della musica, raddoppiando l’impegno come produttore esecutivo
C’è un’eleganza rara nel sapere quando congedarsi mentre il pubblico sta ancora applaudendo. Trevor Noah, il volto che ha saputo traghettare la Recording Academy attraverso gli anni più complessi dell’industria discografica moderna, ha scelto il 2026 per il suo atto finale. Non sarà solo un ritorno, ma una celebrazione: per la sesta volta consecutiva, l’ex conduttore del Daily Show salirà sul palco dei Grammy Awards, consolidando un legame che lo ha reso il “padrone di casa” per eccellenza della musica mondiale. Questa volta, però, il suo ruolo sarà ancora più profondo, agendo dietro le quinte come produttore esecutivo per garantire che la sua uscita di scena sia memorabile.
Il sipario si alzerà ufficialmente il 1° febbraio 2026
La cornice sarà quella vibrante della Crypto.com Arena di Los Angeles, il tempio che accoglierà le stelle più luminose del firmamento musicale. Per chi seguirà l’evento da oltreoceano o attraverso gli schermi della CBS e di Paramount+, l’appuntamento è fissato per la prima serata americana. Saranno tre ore e mezza di spettacolo puro, dove la comicità affilata e mai banale di Noah farà da collante tra le performance mozzafiato e la consegna degli ambiti grammofoni d’oro.
Le nomination
Le nomination di quest’anno raccontano una storia di icone intramontabili e nuove regine del pop. Vedere Barbra Streisand condividere la lista dei candidati con fenomeni globali come Lady Gaga, Ariana Grande e Sabrina Carpenter non è solo un esercizio di stile, ma la prova del prestigio intergenerazionale del premio. Anche il teatro trova il suo spazio d’onore: la categoria dedicata ai musical vede sfidarsi produzioni eclettiche come Buena Vista Social Club e la trasposizione di Death Becomes Her, a dimostrazione di quanto il linguaggio dei Grammy sappia abbracciare ogni forma d’arte sonora.
In lizza grandi nomi come Lady Gaga e Ariana Grande
Ciò che rende i Grammy diversi da qualsiasi altra kermesse è la loro anima democratica e professionale. Non sono i like o le classifiche di vendita a decidere il vincitore, ma il giudizio dei “pari”. È la Recording Academy a muovere i fili: una comunità vastissima di autori, tecnici del suono, produttori e artisti che votano per eccellenza tecnica e creativa. In un’epoca dominata dagli algoritmi, il voto umano dei professionisti resta l’ultimo baluardo del merito artistico. Dietro la macchina organizzativa, oltre a Noah, troveremo la firma esperta di Ben Winston e Raj Kapoor per Fulwell Entertainment, pronti a confezionare quella che si preannuncia come l’edizione più emozionante del decennio.