Valentino e Giammetti, un “ti voglio bene” lungo 65 anni: quel “Forever” che racconta tutto
Giancarlo Giammetti e Valentino Garavani hanno costruito insieme 65 anni di creatività, amore e amicizia, tracciando un percorso unico fatto…
Giancarlo Giammetti e Valentino Garavani hanno costruito insieme 65 anni di creatività, amore e amicizia, tracciando un percorso unico fatto di stile, visione e bellezza senza tempo
La storia privata e pubblica dietro il post “Forever”
Un legame che nasce nella Dolce Vita.
Un incontro casuale che diventa destino.
Roma, primi anni Sessanta. La notte vibra, via Veneto è un teatro a cielo aperto, la Dolce Vita non è ancora un ricordo ma un presente rumoroso. In un locale chiamato Pipistrello, tre ragazzi chiedono di sedersi a un tavolo. Uno si presenta: Valentino Garavani. Davanti a lui c’è Giancarlo Giammetti. In quell’istante nasce qualcosa che non assomiglia a una storia d’amore qualunque, ma a una costruzione destinata a durare tutta la vita. Giammetti ha sempre saputo comprendere l’animo brillante e irrequieto di Valentino, guidandolo con delicatezza senza mai limitarlo, valorizzandone invece ogni talento. Lo intuiva, lo completava, rendendo possibile l’equilibrio perfetto tra genialità e concretezza. “Stare accanto a Valentino? È un vero miracolo”, confessò in un’intervista al Corriere della Sera. Tantissimi anni di vita insieme, tra lavoro e affetto, dove il sentimento e la passione professionale si intrecciavano in modo indissolubile.
Lo sguardo lungo di Diana Vreeland, la storica e geniale direttrice di moda
Per Diana Vreeland erano semplicemente “boys”. Due ragazzi capaci di ripetere il miracolo della bellezza, ogni volta. Non contava l’età, non contava il tempo: erano ragazzi allora, lo sono rimasti fino alla fine. Insieme dal 1960, senza interruzioni, senza repliche possibili nel mondo della moda.
Il genio creativo e l’uomo dell’ordine
Valentino è visione pura, ossessione per l’armonia, dedizione assoluta alla bellezza. Giammetti capisce subito che il suo ruolo è un altro: proteggere quel genio, organizzarlo, difenderlo. Lasciarlo libero. Tutto il resto — numeri, strategia, struttura — sarebbe stato affar suo. È qui che nasce una delle partnership più perfette mai viste.
La “V” come architettura del successo
Quando il termine “brand equity” non era ancora stato inventato, Giammetti lo applicava già. Il logo, la riconoscibilità, il racconto dietro ogni abito. Nel 1967 arriva la “V”, potente e pericolosa come solo i simboli veri sanno essere. Ogni oggetto, ogni licenza, ogni scelta segue una regola ferrea: nulla deve tradire l’idea di Valentino. La sede romana diventa un centro nevralgico di stile. Da lì partono le licenze, i rapporti con i buyer, l’espansione internazionale. E poi le donne: Jackie Kennedy, Sophia Loren, Liz Taylor, Julia Roberts, in occasione della cerimonia degli Oscar del 2001, Naomi Campbell, Monica Bellucci, Gwyneth Paltrow e tantissime altre. Non “celebrità”, ma amiche. Giammetti lo diceva con naturalezza, molto prima che la moda inventasse l’espressione “amici della casa”. Giammetti scatta. Sempre. Prima per istinto, poi per necessità. Decine di migliaia di fotografie raccontano viaggi, case, collezioni, amici, silenzi. Non arte, dirà lui. Ricordi. Eppure quel diario visivo diventa un documento unico: la cronaca privata di una vita straordinaria, vissuta sempre guardando avanti.
La fine della fiaba, senza malinconia
Nel 2008 Valentino lascia la scena. Giammetti riassume tutto con una frase limpida: una bellissima fiaba con un bellissimo finale. Da lì inizia un secondo atto fatto di tutela, memoria, responsabilità. La fondazione, le mostre, il sostegno alla creatività e alle cause sociali: il futuro, ancora una volta.
Quel “Forever” che vale una vita
Ieri, al crepuscolo digitale di Instagram, Giammetti pubblica un ritratto di Valentino giovane, sorridente. Una cravatta a pois, e una sola parola, tra puntini sospesi: “Forever”. Non serve altro. Dentro c’è tutto: l’amore, il lavoro, la bellezza, il tempo condiviso. E la certezza che alcune storie non finiscono. Rimangono. Per sempre.