Mentre il leader chavista attende il processo a New York, Pechino lancia un ultimatum agli Stati Uniti chiedendo la liberazione immediata del presidente

Un blitz militare americano senza precedenti ha cambiato radicalmente il volto politico del Venezuela. Questo dopo la cattura (o rapimento) improvvisa del presidente Nicolás Maduro e della consorte Cilia Flores. Le forze speciali hanno trasferito poi i prigionieri verso un carcere federale di massima sicurezza situato a Brooklyn. Questa struttura carceraria ospita ora il leader deposto in attesa di un processo che si preannuncia come uno dei capitoli più complessi della giustizia internazionale contemporanea. Gli agenti federali hanno scortato la coppia presidenziale fino al Metropolitan Detention Center. Qui le autorità manterranno una sorveglianza estrema per evitare qualsiasi tipo di incidente.

La nuova presidente ad interim ha già prestato giuramento

Mentre Maduro affronta i primi interrogatori negli Stati Uniti, la Corte Suprema di Caracas ha ufficialmente nominato la vicepresidente Delcy Rodríguez come nuova guida ad interim. L’alto tribunale ha stabilito che la Rodríguez debba esercitare ogni potere presidenziale per garantire la continuità amministrativa del Paese. Questa decisione mira a mantenere un saldo controllo governativo sul territorio, cercando di evitare un vuoto istituzionale che potrebbe alimentare ulteriori tensioni civili o scontri violenti. La nuova presidente ad interim ha già prestato giuramento, promettendo di difendere la sovranità nazionale contro quello che il governo bolivariano definisce un brutale sequestro imperialista.

Il governo di Pechino ha espresso una ferma condanna

La reazione della comunità internazionale non si è fatta attendere. Il governo di Pechino ha espresso una ferma condanna verso l’intera operazione militare statunitense. Il ministero degli Esteri cinese ha ufficialmente richiesto agli Stati Uniti la liberazione immediata di Maduro. Ha definito l’azione di Washington una palese e pericolosa violazione del diritto internazionale. Pechino teme che questo intervento possa destabilizzare definitivamente l’intera area latinoamericana. Questa presa di posizione evidenzia la crescente spaccatura geopolitica tra le superpotenze, con la Russia che si è unita al coro di proteste contro il raid.

L’operazione denominata Absolute Resolve ha coinvolto oltre 150 velivoli e reparti d’élite della Delta Force durante le ore notturne. I militari hanno sorpreso Maduro nella sua residenza-fortezza di Caracas, neutralizzando rapidamente le difese locali prima. Le pesanti accuse mosse dai procuratori americani riguardano principalmente il narcotraffico e il terrorismo, crimini che giustificano, secondo la Casa Bianca, un intervento di tale portata. Il mondo osserva ora con fiato sospeso l’evolversi della situazione, mentre il Venezuela si prepara a vivere i giorni più incerti della sua storia politica recente.

Dario Lessa