Dalle radici in Corsica all’ascesa nelle Alpi svizzere, la ricostruzione dei retroscena legati a Jacques Moretti e Jessica Maric dopo la tragedia al “Le Constellation”

La neve immacolata di Crans-Montana porta oggi il segno indelebile della cenere e del sospetto dopo la drammatica notte di Capodanno che ha sconvolto la Svizzera. Al centro della tragedia, che conta quaranta vittime e oltre cento feriti, emergono le figure oscure di Jacques Moretti e Jessica Maric, i proprietari del locale “Le Constellation”.

L’impero economico dei Moretti

La coppia, conosciuta nell’esclusiva località alpina semplicemente come “i corsi”, aveva costruito un vero impero economico partendo dal nulla subito dopo il loro arrivo nel 2011. I due scelsero le vette svizzere come rifugio dorato per ricominciare una nuova vita, lasciandosi alle spalle un passato turbolento segnato da precedenti condanne e fallimenti matrimoniali.

Il matrimonio celebrato in Corsica sembrava il preludio di una rinascita imprenditoriale capace di mimetizzarsi perfettamente tra le alte vette e i capitali internazionali del Canton Vallese. Tuttavia, i testimoni oculari del rogo descrivono una scena agghiacciante che getta pesanti ombre sulla condotta morale dei due coniugi durante l’emergenza.

Le quattro società

Come ricostruito dal Corriere della Sera, in Svizzera i due coniugi condividono gli affari, cioè le quattro società di cui risultano titolari al 50%. Le Constellation, rilevato nel 2015 e diventato un locale simbolo della vita notturna di Crans, una sorta di discoteca che però non figura come attività da ballo nei documenti del Registro di commercio del Vallese Centrale dove la società risulta avere un capitale sociale di 20mila franchi svizzeri. Le Senso, un bar aperto nel 2020 sempre a Crans-Montana e specializzato in hamburger. Le Vieux Chalet 1978, cui fa capo un ristorante aperto nel vicino villaggio di Lens dove propongono specialità della Corsica, terra alla quale Moretti è rimasto molto legato. Infine, Le Constel, società nata nel 2022 per l’esercizio di bar (del gruppo fa parte anche il Petite Maison, al quale è stata revocata la licenza).

Jessica Maric in fuga con la cassa

Mentre le fiamme divoravano la struttura e la folla cercava disperatamente una via d’uscita, Jessica Maric sarebbe stata vista fuggire dal locale stringendo tra le braccia la cassa. Questo dettaglio, se confermato dagli inquirenti, delineerebbe un profilo di spietata freddezza, dove il profitto economico sovrasta tragicamente il valore della vita umana e dei soccorsi.

Le indagini attuali scavano ora in un passato fatto di fughe strategiche e tragiche ironie della sorte che hanno sempre accompagnato la scalata sociale della coppia. Nonostante la facciata di rispettabili imprenditori del settore turistico, Jacques Moretti portava con sé il peso di vecchie inchieste giudiziarie mai del tutto dimenticate dalle autorità d’oltralpe.

Gli affari in Svizzera

Il cuore dei loro affari, sebbene radicato nelle tradizioni della Corsica, aveva trovato in Svizzera il terreno fertile per una crescita rapida e apparentemente inarrestabile. Nessuno nel villaggio sospettava che dietro quel successo si nascondesse una tale precarietà etica, ora esplosa insieme alle mura del loro locale più celebre.

Moretti nel 2005 è finito in carcere per truffa, rapimento e sequestro di persona

Nel passato di Moretti non mancano i guai con la giustizia francese. Una trentina d’anni fa è stato coinvolto in un’indagine per sfruttamento della prostituzione mentre nel 2005 è finito in carcere per truffa, rapimento e sequestro di persona.

Oggi Crans-Montana osserva con sgomento i sigilli posti a ciò che resta di un impero nato dal mistero e finito in un bagno di sangue innocente. La magistratura svizzera cerca ora di collegare i fili di una gestione opaca che potrebbe spiegare le gravi lacune nella sicurezza emerse durante l’incendio fatale.

Mentre le famiglie piangono i propri cari, la storia dei coniugi Moretti diventa il simbolo di un’ambizione sfrenata. Il destino dei “corsi” appare ora segnato da una giustizia che chiede conto non solo dei debiti passati, ma del fumo che ancora avvolge le Alpi.

Dario Lessa