Di Fabrizio Barbuto

Fino al 19 aprile, il museo archeologico nazionale del capoluogo calabrese ospita “Gianni Versace. Terra Mater Magna Graecia Roots Tribute”, un’esposizione dedicata al suo cittadino più illustre

La creatività di Gianni Versace ha colonizzato il mondo intero. Quanto alla sua anima, quella non possiamo che rintracciarla in un unico luogo, lo stesso che gli diede i natali: Reggio Calabria. Oggi, la città culla della Magna Grecia omaggia il suo figlio prediletto, attraverso l’esposizione “Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute”, inaugurata lo scorso 19 dicembre. Battezzata così per sottolineare lo stretto legame tra l’opera di Versace e la cultura antica della sua Terra, la mostra è ospitata presso le sale del Museo Archeologico Nazionale e si articola in diverse sezioni tematiche.

 

Scomparso quasi 30 anni fa, l’indimenticato fashion designer della Medusa riprende vita attraverso ciò che più lo rappresenta, ovvero le sue creazioni sartoriali (oltre 400), ma non solo: l’esposizione accoglie anche materiale d’archivio e complementi di arredo appartenenti alla Home Collection. Tutto qui si rende espressione dell’amore di Gianni per il mondo greco-romano, che lo ispirò tanto da caratterizzare la sua arte e renderla distintiva, inconfondibile, unica. Fabrizio Sudano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ha chiosato: “Il MArRC accoglie questo progetto come un ponte simbolico tra antico e contemporaneo: da un lato i Bronzi di Riace, le terrecotte e le architetture della Magna Grecia; dall’altro l’immaginario di uno stilista che ha saputo trasformare quei riferimenti in un linguaggio estetico riconosciuto in tutto il mondo”. Ed ancora: “Siamo orgogliosi di presentare un percorso che intreccia memoria, identità e innovazione, offrendo alla comunità e ai visitatori uno sguardo nuovo sul legame tra il nostro territorio e uno dei suoi figli più illustri”. La maggior parte dei capi che dà corpo alla retrospettiva appartiene alla Private Collection di Antonio Caravano, così come tutta la Home Collection. Le celebri Meduse e i decori geometrici tipici dell’arte greca e romana, di cui il Museo è pregno, si armonizzano con i cimeli della mostra, confermando che sì: le radici reggine di Versace hanno contaminato il suo estro creativo, caratterizzandolo inequivocabilmente. Ma ad affascinare sono soprattutto i materiali d’archivio, tra cui libri, appunti, polaroid, bozzetti e perfino gli estratti di nascita di tutta la famiglia Versace; memorabilia da cui trasuda una storia che all’avventore pare di toccare, respirare. Qui a Reggio non è solo “Terra Mater” a parlare di Gianni, bensì la città intera. Del resto, lo stilista portò sempre nel cuore la sua Terra natìa e ne trovò un valido surrogato in Miami, tanto da sceglierla come dimora adottiva. Ma non solo: Gianni, da buon cittadino del mondo, aveva rifugi ovunque, soprattutto nella capitale della moda, Milano. Il nostro direttore Roberto Alessi, incontrando lo stilista nel suo sontuoso appartamento meneghino di via Gesù, una volta gli chiese: “Che effetto ti fa vivere in questi posti pazzeschi, tu che provieni da una realtà semplice e modesta?”. Il riferimento era alle umili origini di Versace, figlio di una sarta e di un venditore di carbone. Anziché indispettirsi per quella domanda, la sfruttò per rivendicare l’orgoglio delle proprie origini, replicando: “La mia casa di Reggio Calabria era molto più bella, perché da lì, affacciandomi alla finestra, vedevo il mare, le rovine della Magna Grecia, i motivi a Meandro, i palmizi, la Sicilia… Il mio primo grande incontro con la bellezza è avvenuto proprio a Reggio Calabria”. Curata da Sabina Albano e Fabrizio Sudano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, “Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute” è visitabile fino al prossimo 19 aprile.

 

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