Il leader del Movimento 5 Stelle esulta per la partecipazione popolare mentre il Guardasigilli Nordio si dice certo della vittoria nelle urne

Il contatore digitale ha segnato poco fa il raggiungimento di un traguardo politico e civile fondamentale per il dibattito pubblico italiano sulla riforma della magistratura. La petizione online sul referendum, scaturita inizialmente dall’iniziativa di quindici cittadini comuni, ha raccolto l’adesione di oltre mezzo milione di sostenitori pronti a portare la consultazione elettorale nelle piazze. Questo risultato trasforma una semplice istanza dal basso in un vero e proprio terremoto istituzionale che obbliga l’intero arco parlamentare a confrontarsi con la volontà popolare.

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L’entusiasmo di Conte

Giuseppe Conte ha accolto la notizia con un entusiasmo palpabile definendo attraverso i propri canali social questo traguardo come un segnale dirompente per la democrazia. Il leader del Movimento 5 Stelle ha esortato i suoi sostenitori a continuare la battaglia informativa per sensibilizzare la cittadinanza sulle implicazioni profonde della riforma costituzionale. Secondo l’ex premier, la partecipazione di massa rappresenta la risposta più forte a chi vorrebbe gestire i cambiamenti della giustizia esclusivamente nelle stanze chiuse del potere.

La fiducia di Nordio sulla vittoria del Sì

Sull’altro fronte del campo politico, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha mantenuto un profilo di grande sicurezza pur consapevole delle tensioni che circondano il provvedimento. Interpellato dai cronisti fuori da Montecitorio, il Guardasigilli ha espresso una ferma fiducia nella vittoria del sì indipendentemente dalle future evoluzioni giudiziarie riguardanti il calendario elettorale. Nordio ha ribadito che il consenso verso le nuove norme sulla giustizia troverà conferma definitiva nel momento in cui i cittadini voteranno effettivamente nelle urne.

La vicenda rimane tuttavia legata alla delicata questione del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale che potrebbe slittare o confermare le date delle votazioni. Gli occhi di tutti gli osservatori politici sono ora puntati sulla giornata del 27 gennaio, data in cui i magistrati dovranno pronunciarsi ufficialmente sulla regolarità del procedimento. Nonostante l’incertezza procedurale, la macchina organizzativa del referendum prosegue la sua corsa forte di una base di sottoscrittori che cresce di ora in ora in ogni regione.

Questa massiccia mobilitazione digitale dimostra quanto il tema del corretto funzionamento dei tribunali e della separazione delle carriere sia sentito in modo viscerale dagli italiani. Mentre le forze politiche si preparano alla campagna elettorale, il superamento della soglia delle 500mila firme sancisce l’inizio di una stagione di dibattito serrato tra istituzioni e società. La sfida per la riforma della giustizia entra così nella sua fase più calda dove ogni parola e ogni mossa strategica peseranno sul risultato finale.

Dario Lessa

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