Vita privata, emozioni profonde e il ritorno di una coppia artistica molto amata dal pubblico televisivo italiano

«È un palermitano molto bello, molto elegante e raffinato. Sono davvero contenta: Giorgio l’ho conosciuto durante i nostri due film, quando abbiamo girato Se potessi dirti addio. So quanto si vogliono bene, quanto si amano: sono pieni di cuccioli in questo momento perché sono nati tantissimi bassotti meravigliosi, hanno una casa bellissima, a Zagrovo, li ho avuti a pranzo da noi, però non mi avevano ancora detto di questa bellissima novità. Mi emoziono, gli ho scritto: “Ma non mi hai detto niente, è proprio una sorpresa anche per me”», racconta a Novella 2000 una Simona Izzo visibilmente emozionata riguardo alla notizia delle nozze segrete di Gabriel Garko con il suo Giorgio.

Chi è questo uomo misterioso?

Intanto, è conto alla rovescia per Colpa dei sensi, l’ultimo lavoro di Simona Izzo e Ricky Tognazzi in onda in prima serata su Canale 5 a partire dal 30 gennaio. La fiction si articola in 3 puntate e 6 episodi e vede il ritorno sul set della coppia Gabriel Garko e Anna Safroncik, forte del successo ottenuto nella mini serie per Mediaset dal titolo Se potessi dirti addio, sempre con la regia dei coniugi Tognazzi.

Ricky come nasce questo progetto ?

«Qualche tempo fa mia moglie Simona aveva scritto una serie di racconti dal titolo Colpa dei Sensi, in cui i Sensi, contrapposti a qualunque forma di razionalità, sono gli assoluti protagonisti della nostra vita. Abbiamo lavorato su questo concept e siamo arrivati a tracciare una storia per la TV di vecchi amori che rinascono, di tradimenti ma anche di misteri che sono rimasti sepolti nel passato.

I protagonisti sono la coppia Garko-Safroncik, partendo dal presupposto che “squadra vincente non si cambia!” La vicenda è imperniata sulla figura del protagonista (Garko) che ritorna nella sua città d’origine, incontra la sua ex fiamma (Safroncik) che medio tempore si è sposata con il suo migliore amico ed inevitabilmente risalgono a galla vecchi sentimenti. Accanto alla passione, probabilmente mai spenta verso il suo primo amore, Davide è attanagliato dal dubbio che suo papà morente accusato di uxoricidio non sia il vero colpevole della morte della madre, e questa sua intuizione lo porta a voler indagare per scoprire verità nascoste.»

La fiction è pervasa anche da tanto erotismo.

«Sì, nelle scene d’amore Simona si è tramutata in “Intimacy Coordinator” ottenendo grandi risultati; lei è più brava di me ad ottenere la fiducia e ad entrare in intimità con i suoi interlocutori».

Ci sveli gli altri attori del cast di Colpa dei Sensi?

«Lina Sastri, a cui sono molto legato avendo fatto il primo film, svolge un ruolo fantastico, una dark lady. La suocera di Laura (Safroncik), anche lei spinta nelle sue azioni da un vento passionale, che considera il ritorno di Davide come una dura minaccia non solo per il matrimonio del figlio ma anche per una sconvolgente verità che custodisce da anni.

Francesco Venditti, in veste di vice questore molto rigoroso ed empatico. Giorgia Würth, luminosa, interpreta la moglie di Francesco. Tommaso Basili, bravissimo attore, incarna il ruolo di Enrico, il marito geloso e protettivo di Anna Safroncik».

Il sentimento declinato in più aspetti è un tema ricorrente delle vostre opere.

«Vero. L’amore, la passione, le emozioni sono i grandi soggetti della vita, soprattutto della mia e di quella di Simona, che spesso trasferiamo anche nel nostro lavoro. Ad esempio, nel caso del film Francesca e Giovanni-Una storia d’amore e di mafia, volevamo esplorare un mondo mai svelato perché solitamente quando si raccontano personaggi eroici, spesso si trascura il loro aspetto umano e spirituale.»

Tognazzi, lei ha cominciato con suo papà Ugo.

«Sì, fin da bambino ho frequentato i set con mio padre, ho interpretato tanti film, poi man mano mi sono avvicinato alla regia, facendo grande esperienza come aiuto regista al fine di realizzare il sogno di potere un giorno raccontare delle storie in prima persona con la macchina da presa.

Sulla scia di questa direzione, fondamentale è stato l’incontro con Ettore Scola, che desidero definire più che “Maestro” un “Preside”, mentre determinante è stato l’incontro con Simona, donna molto creativa, scrittrice, già regista quando l’ho conosciuta. Fui scelto da lei come protagonista di un film dal titolo Parole e baci, che lei dirigeva con sua sorella Rossella. Il lavoro della regia nasce da un’idea e, nella migliore delle ipotesi, diviene qualcosa che rimane nel tempo, in un’epoca in cui si vive di immagini e di apparenza dove si rischia l’oblio.»

Papà italiano e mamma irlandese: le sue peculiarità caratteriali?

«Mia mamma mi ha trasmesso il senso dello humour tipicamente british, la maniera di intendere la vita sociale, la puntualità negli appuntamenti e un certo rigore educativo. Da mio padre ho ereditato un modo più giocondo e leggero di intendere la vita. Personalmente, in alcuni casi come l’educazione dei figli, mi sento più anglosassone».

Lei è un uomo di fede?

«Siamo tutti cresciuti in una società ispirata a principi cristiani; personalmente nutro un rispetto particolare per tre personaggi sacri. San Tommaso, pervaso dal dubbio, figura che ho interpretato e che ho amato molto perché era un “Investigatore dell’anima”. Giovanni XXIII e Francesco, i due Papi più vicini alla gente nella storia della Chiesa. Il Papa buono è stato il primo a scendere tra la gente, a visitare carceri e ospedali e ad abbracciare bambini malati. Ho amato molto Papa Francesco per la sua umanità, simile a quella di Giovanni XXIII, che rimarrà nella memoria collettiva.»

Tognazzi, lei si definirebbe un uomo fortunato?

«Sicuramente, sono un privilegiato, figlio di due grandi artisti. Mia moglie Simona è la mia complice nella vita e nel lavoro, ho un rapporto stupendo con mia figlia Sarah e con Francesco, il figlio di Simona, quattro nipoti senza essere nonno e faccio il più bel lavoro del mondo… cosa potrei desiderare di più. Beato colui che confonde il lavoro con il proprio tempo libero».

Cosa vorrebbe nel futuro?

«Mi piacerebbe continuare a raccontare storie con la macchina da presa. Io e Simona abbiamo tanti progetti nel cassetto, tra cui uno tratto da un testo di Raffaele La Capria».

Di Maridì Vicedomini
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